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Posts Tagged ‘Lavoro’

Gomorra e il professor Bellavista

15 aprile 2016 Lascia un commento

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Ma tutto sommato, non è che fate ‘na vita ‘e merda? Sì, fate pure i miliardi, guadagnate, però vi ammazzate tra di voi. E poi, anche quando non vi ammazzate tra di voi ci sono le vendette trasversali. Vi ammazzano le mamme, le sorelle, i figli. Ma vi siete fatti bene i conti? Vi conviene?

Così diceva il professor Bellavista a un camorrista autorevolmente interpretato da Nunzio Gallo. Coerentemente con quanto insegnava ai suoi studenti sgangherati, Bellavista preferisce vivere accontentandosi di poco, purché questo poco ci sia dato il più presto possibile. Il professore è un epicureo. Non a caso proprio a Napoli, a Posillipo, aveva sede la scuola di Epicuro.

Il pensiero di Epicuro mantiene il suo fascino durante i secoli e i millenni, tuttavia essere epicurei era decisamente più facile negli anni ’80, quando lo stato sociale, sebbene fosse iniziato il declino, ancora permetteva a tanti di vivere una vita tranquilla e senza grossi rischi, sebbene sobria.

Oggi le cose sono un po’ diverse. La social-democrazia è morta e il canto funebre recita: “col cazzo che vi accontentate del poco-purché-subito! O puntate in alto oppure vi schiacciamo come mosche sotto la mano invisibile del libero mercato”. Il canto delle prefiche è quello degli stoici come Cazzaniga, che si alza alle 6.30 di mattina perché vuole diventare direttore generale dell’Alfa Romeo. E’ l’etica borghese del sacrificio e della meritocrazia, imposta con la spada del debito e dell’austerity da popoli conquistatori venuti dal nord.

Il messaggio forte di Gomorra-il libro era proprio questo. Le mafie non sono che grandi multinazionali che realizzano profitti enormi spremendo le vite dei giovani delle periferie del sud e inquinando a morte le risorse naturali. I ragazzini crescono velocemente, vivono a mille, e muoiono molto prima. I profitti vengono riciclati a Milano, Londra, New York, lontano da dove si versa il sangue e si sversa il percolato.

***

Tra meno di un mese andrà in onda la seconda stagione di Gomorra-la serie. Abbiamo tutti la bava alla bocca per sapere che faranno Ciro Di Marzio, Genny, Don Pietro Savastano, Salvatore Conte. Eroi negativi, gente ‘e merda, ma pur sempre eroi. Finiranno morti ammazzati come cani. Ma finché sono vivi, vivono vite emozionanti, scopano, spendono, comandano.

Tutti gli eroi uccidono e tutti gli eroi alla fine muoiono uccisi. Achille muore per la freccia lanciata da un coglione qualsiasi. Beowolf muore dissanguato e avvelenato dalle ferite del drago: ‘na fine ‘e merda. Il successo dei film Hollywoodiani e delle serie televisive dimostra semplicemente che, oggi come ai tempi di Omero, abbiamo bisogno di eroi.

Ma abbiamo bisogno soprattutto di eroi che si oppongano alla discesa degli invasori del nord. Eroi che non siano pedine di un gioco più grande di loro, di un sistema che li tollera perché utili a fare il lavoro sporco dell’accumulazione originaria, a conquistare e distruggere territori.

 

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No Border

6 marzo 2016 Lascia un commento

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No Border: pl. fem., l’unica cosa buona che ha prodotto l’Europa / the only good thing Europe has ever produced.

Discussioni extra-uterine

2 marzo 2016 Lascia un commento

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La confusione regna sovrana. Prima la legge Cirinnà, adesso la Gravidanza per Altri. Si mischiano cose e pratiche diverse, si agita bene aggiungendo tabù e abbondanti dosi di ipocrisie italiane. Il risultato è un composto velenoso dannoso per tutti. Cerchiamo di fare chiarezza.

Volgarmente noto come “utero in affitto”, il nome più politicamente corretto è Gravidanza per Altri (gpa). Si usa anche il termine gravidanza surrogata, da cui anche madre surrogata. Poi, ovviamente usare un nome o un altro non cambia la realtà dei fatti.

In vari paesi del mondo esistono leggi, pratiche e situazioni diverse, che è necessario distinguere.

Esiste una cosa chiamata “gpa altruista”, in cui una donna si offre in maniera del tutto volontaria di portare a termine gestazione e parto con un ovulo donato e inseminato da altri. Si tratta di un favore per cui non è previsto compenso. Per questo si chiama altruistica. L’idea è che una donna aiuta volontariamente una coppia che ha dei problemi ad avere un figlio. Questa pratica è legale nel Regno Unito, in Canada e in altri paesi.

Esiste anche una cosa chiamata “gpa commerciale”, in cui è previsto uno scambio economico e un tariffario ben preciso. La madre surrogata riceve un compenso. Poiché compenso sembra una parola brutta, si parla di benefit, compensazione, o altri termini. La gpa commerciale è legale in USA, Russia, India e altri paesi.

Situazione nel mondo: https://en.wikipedia.org/wiki/Surrogacy

Un esempio di gpa altruistica nel Regno Unito: http://www.surrogacyuk.org

Un esempio di gpa altruistica in Canada: http://www.surrogacy.ca

Un esempio di gpa commerciale in USA: http://www.circlesurrogacy.com

Sulla situazione in India: http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-india-34876458

Questo per quanto riguarda la gpa da un punto di vista tecnico e normativo, e da parte della madre surrogata.

Poi c’è il punto di vista dei genitori beneficiari. Anche qui c’è da fare differenze. In alcuni paesi è permesso solo a coppie eterosessuali, in altri anche a coppie omosessuali.

Fare di tutt’erba un fascio non giova a capire le cose e a sviluppare un dialogo costruttivo. La questione va analizzata punto per punto in maniera non ideologica.

Anche se in passato non è stato oggetto del dibattito pubblico in Italia, esiste già da anni un movimento di persone che vivendo in un paese che non permette una certa pratica, si sposta in un altro paese (cd turismo riproduttivo). Questo è ovviamente inevitabile se non si vuole restringere la libertà di movimento delle persone. Sarebbe quindi saggio che un paese come l’Italia non vietasse tout court ogni forma di gpa su basi puramente ideologiche, facendo finta di non vedere il problema, ma piuttosto permettesse questa pratica in una forma determinata da regole precise. (Ahinoi! mi rendo conto di quanto sia utopistico questo scenario, in un paese in cui applicare la legge 194 è difficile se non impossibile!) Regole chiare sono a protezione dei cittadini e soprattutto del nascituro, riducono i rischi fisici, sociali, sanitari e legali dovuti agli spostamenti internazionali.

http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/revealed-surrogate-births-hit-record-high-as-couples-flock-abroad-9162834.html

Dalla lettera di San Matteo Renzi ai precari

4 novembre 2014 Lascia un commento
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San Precario crocefisso in sala mensa. Il suo sacrificio non servì a un cazzo, e il terzo giorno non resuscitò.

***

Fratelli e sorelle, precari, immigrati, cassintegrati, esodati, disoccupati.

Preghiamo.

Affinché accettiate con gioia le vostre sofferenze. Non lamentatevene, non protestate, esse sono un dono di nostro Signore. Portate con letizia la vostra croce, e siatene grati! Le vie del Signore sono oscure e misteriose per voi peccatori, ma con la fede ogni lacrima e goccia di sangue sarà versata a maggior gloria di nostro Signore, Dio in terra, il Capitale.

Preghiamo.

Fratelli e sorelle precarie, voi che avete quattro lauree e due dottorati e campate di contratti atipici e sopravvivete lavando i piatti nei ristoranti, siate grati al Signore Dio vostro il Capitale. Voi siete le schiere angeliche che sorreggono il sistema di produzione immateriale. Siate grati per i vostri patimenti! Essi sono un dono del Signore Dio vostro affinché possiate diventare Suoi fedeli servitori, essere competitivi e produttivi, e rinnegare le tentazioni dei fannulloni e delle teste calde. Ed Egli separerà il grano dal loglio, ai primi andranno il posto fisso e incarichi di manager, agli ultimi la precarietà su questa terra e pace eterna nella vita che verrà.

Preghiamo.

Fratelli e sorelle immigrati, siate benedetti perché vostro è il Regno dei Cieli! (E vostro è anche il fondo del mare.) Come quando il Cristo attraversò il deserto, le vostre sofferenze sono le prove a cui il Dio vostro vi sottopone. Siatene fieri! Quelli di voi che arriveranno vivi sulle coste d’Europa forniranno manodopera a basso costo. La vostra sola presenza illuminerà i fratelli operai e piccoli borghesi che si convertiranno con gioia al razzismo. I vostri patimenti nei CIE apriranno la strada a ogni sorta di fascismo. Siate benedetti perché in voi il Signore Dio nostro il Capitale accumula le Sue grazie.

Preghiamo.

Fratelli e sorelle disoccupati, siate voi beati tra le creature di nostro Signore il Capitale. Voi siete le pecorelle smarrite che Egli maggiormente ama, il figliuol prodigo che torna alla casa del padre. Voi siete l’esercito industriale di riserva. Voi siete i discepoli che diffondono la buona novella, che insegnano ai vostri fratelli e sorelle operai, precari e immigrati, ad accettare con gioia le loro pene, poiché ben più misero è il vostro destino.

Fratelli e sorelle, precari, immigrati, cassintegrati, esodati, disoccupati. Che la pace del Signore Dio vostro il Capitale sia sempre con voi.

E cu’ l’anima de’ muort’ ‘e chi t’è stramuort’!

Amen.

***

Altre opere di San Matteo Renzi:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/29/roma-operai-ast-caricati-dalle-forze-dellordine-ci-manganellato/1178138/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/28/universita-renzi-i-ricercatori-resteranno-precari-bastato-abolire-lettera/1175126/

Science for the People

16 maggio 2014 1 commento

sftp-2“Science for the People” è il nome di un gruppo di ricercatori, insegnanti e studenti (principalmente statunitensi) che sviluppò un percorso collettivo di critica del ruolo della scienza e della tecnologia nella società, di come le materie scientifiche vengono insegnate a scuola e all’università, di come la ricerca scientifica procede e perseguendo quali fini.

Science for the people (che potremmo tradurre come “Scienza per la Gente”) pubblicava (dal 1970 fino al 1989) in maniera indipendente una rivista periodica. Rileggendo gli articoli pubblicati 30-40 anni fa si rimane impressionati dalla loro attualità e dalla lucidità con cui certi problemi vengono affrontati. Il materiale originale pubblicato da SftP è disponibile in formato elettronico sul sito http://science-for-the-people.org/sftp-resources/magazine/ . Noi abbiamo pensato che valesse la pena tradurre alcuni articoli in italiano e pubblicarli qui su 30ore. I compagni di SftP non si limitavano alla critica teorica, ma a questa accompagnavano l’azione politica. Durante la guerra in Indocina organizzavano collaborazioni scientifiche e aiuti di vario genere a sostegno del Vietanam. Nel pieno della guerra fredda organizzavano collaborazioni con Cuba e la Cina.

Oggi ancor più che 40 anni fa, la ricerca scientifica è controllata direttamente o comunque fortemente influenzata delle elite finanziare e militari. Le tecnologie informatiche sono sempre più utilizzate per il controllo sociale e per la guerra, la ricerca medica e agro-alimentare è sempre più finalizzata al profitto piuttosto che a risolvere i problemi scottanti di salute e di fame nel mondo. Purtroppo oggi questi problemi, quando non semplicemente negati o ignorati, vengono spesso visti sotto una lente distorta che coltiva teorie complottiste e nutre un generico odio per la scienza, favorendo così un ritorno alla superstizione e condannando gli oppressi a una sostanziale impotenza. L’attualità di SftP è quella di spiegare, in maniera chiara e semplice, che la scienza e la tecnologia sono degli strumenti. Strumenti che oggi sono in mano alle elite dominanti e vengono utilizzati per gli scopi del Capitalismo, condannando la maggioranza dell’umanità a una vita di miseria, ma che possono anche diventare strumenti di lotta e di liberazione. Il problema non è quindi la scienza, la quale non è mai “pura” ma vive e cresce all’interno di un sistema sociale. Il vero problema, il nostro problema, è un sistema di potere criminale che persegue il profitto e riduce le persone a merci.

Proponiamo qui (clicca per aprire il PDF: ScienceTeaching-towards-an-alternative) la traduzione di parte di un articolo dal titolo “Science teaching: towards an alternative” (Insegnare le materie scientifiche: verso un’alternativa) comparso nel vol. IV, no. 5, pag. 6 di Science for the People nel settembre del 1972. L’articolo inizia da un’analisi dell’insegnamento delle materie scientifiche nella scuola e all’università per inquadrarla nel contesto generale del ruolo della ricerca scientifica e della tecnologia nella società. Si discute quindi di come la maniera in cui la scuola è organizzata sia funzionale al mantenimento della divisione della società in classi sociali e al perpetuarsi delle relazioni economiche e sociali vigenti. Nella seconda parte vengono discusse possibili alternative e illustrate alcune esperienze degli insegnati del collettivo.

Altri articoli di Science for the People tradotti in italiano: La scienza, gli scienziati e il Terzo Mondo.

Darwinismo sociale for dummies

12 febbraio 2014 Lascia un commento

DSC_0068Il gigantesco pesce luna può deporre fino a 1.5 milioni di uova per volta. Di queste solo una percentuale bassissima riuscirà a schiudersi prima di essere mangiata da altri animali, e solo una frazione ancor minore arriverà all’età adulta. Molti pesci, anfibi e rettili, adottano questa strategia riproduttiva (denomita strategia r). Puntano sul numero.

L’essere umano è quello che è anche perché ha scelto, tramite l’evoluzione, una strategia diversa (chiamata strategia K). Un solo figlio per volta, che viene cresciuto ed educato per anni. 10 anni circa nelle società più semplici, 20-30 anni nelle società più complesse. Tutta la vita, secondo il paradigma del lifelong learning. Inoltre, non sono più i soli genitori a prendersi cura delle nuove generazioni. Tutta la società, o comunque una grossa fetta di essa, è coinvolta nel processo educativo.

1044060_10151914314955197_1734043999_nOggi, i giovani e non-più-giovani della cosiddetta generazione Y, si trovano spesso ad essere bollati come iper-qualificati. Disoccupati o precari dopo anni di studio, lauree e dottorati. Secondo alcuni la comunità (o lo stato), dopo aver investito tempo e risorse ingenti nell’educazione dei giovani, dovrebbe anche favorirne la piena occupazione. In modo tale che l’investimento sia ripagato tramite il lavoro produttivo.

Apparentemente, questo ragionamento non fa una piega. Tuttavia, è la premessa che è sbagliata. La premessa implicita è che lo scopo dello stato sia quello di realizzare la piena occupazione, il benessere, la sostanziale uguaglianza, la felicità dei cittadini — che poi è quello che sta scritto nella costituzione.

Purtroppo pare che le cose non stiano proprio così. Il nostro beneamato 1% ha deciso che le priorità sono altre. C’è a disposizione, per ragioni storiche, un discreto numero di materiale umano altamente qualificato. In queste condizioni conviene quindi passare dalla strategia K alla strategia r. Si punta sui grandi numeri, si stimola la concorrenza, la guerra di tutti contro tutti. Che sopravviva il migliore. In una parola, Darwinismo sociale. Tutto ciò in nome dell’efficienza e della produttività. Questa è la direzione che stiamo prendendo, in barba alla nostra natura e a milioni di anni di evoluzione. La parolina magica che permette di far ingoiare il rospo a chi tutto ciò lo deve subire, si chiama “meritocrazia”.

Notizie su Euridice (di Erri De Luca)

8 novembre 2013 Lascia un commento

Ripubblichiamo il brano di Erri De Luca che ci è piaciuto assai.

Euridice alla lettera significa trovare giustizia. Orfeo va oltre il confine dei vivi per riportarla in terra. Ho conosciuto e fatto parte di una generazione politica appassionata di giustizia, perciò innamorata di lei al punto di imbracciare le armi per ottenerla. Intorno bolliva il 1900, secolo che spostava i rapporti di forza tra oppressori e oppressi con le rivoluzioni. Orfeo scende impugnando il suo strumento e il suo canto solista. La mia generazione è scesa in coro dentro la rivolta di piazza. Non dichiaro qui le sue ragioni: per gli sconfitti nelle aule dei tribunali speciali quelle ragioni erano delle circostanze aggravanti, usate contro di loro.

C’è nella formazione di un carattere rivoluzionario il lievito delle commozioni. Il loro accumulo forma una valanga. Rivoluzionario non è un ribelle, che sfoga un suo temperamento, è invece un’alleanza stretta con uguali con lo scopo di ottenere giustizia, liberare Euridice. Innamorati di lei, accettammo l’urto frontale con i poteri costituiti. Nel parlamento italiano che allora ospitava il più forte partito comunista di occidente, nessuno di loro era con noi. Fummo liberi da ipoteche, tutori, padri adottivi. Andammo da soli, però in massa, sulle piste di Euridice. Conoscemmo le prigioni e le condanne sommarie costruite sopra reati associativi che non avevano bisogno di accertare responsabilità individuali.

Ognuno era colpevole di tutto. Il nostro Orfeo collettivo è stato il più imprigionato per motivi politici di tutta la storia d’Italia, molto di più della generazione passata nelle carceri fasciste. Il nostro Orfeo ha scontato i sotterranei, per molti un viaggio di sola andata. La nostra variante al mito: la nostra Euridice usciva alla luce dentro qualche vittoria presa di forza all’aria aperta e pubblica, ma Orfeo finiva ostaggio. Cos’altro ha di meglio da fare una gioventù, se non scendere a liberare dai ceppi la sua Euridice? Chi della mia generazione si astenne, disertò. Gli altri fecero corpo con i poteri forti e costituiti e oggi sono la classe dirigente politica italiana. Cambiammo allora i connotati del nostro paese, nelle fabbriche, nelle prigioni, nei ranghi dell’esercito, nella aule scolastiche e delle università. Perfino allo stadio i tifosi imitavano gli slogan, i ritmi scanditi dentro le nostre manifestazioni. L’Orfeo che siamo stati fu contagioso, riempì di sé il decennio settanta.

Chi lo nomina sotto la voce “sessantotto” vuole abrogare una dozzina di anni dal calendario. Si consumò una guerra civile di bassa intensità ma con migliaia di detenuti politici. Una parte di noi si specializzò in agguati e in clandestinità. Ci furono azioni micidiali e clamorose ma senza futuro. Quella parte di Orfeo credette di essere seguito da Euridice, ma quando si voltò nel buio delle celle dell’isolamento, lei non c’era. Ho conosciuto questa versione di quei due e del loro rapporto, li ho incontrati all’aperto nelle strade. Povera è una generazione nuova che non s’innamora di Euridice e non la va a cercare anche all’inferno.