Legalizzazione

Paghiamo un mare di tasse sul lavoro, sulla casa, sul valore aggiunto, sui conti correnti, sugli investimenti finanziari, sulle prestazioni sanitarie, etc. Paghiamo accise astronomiche sulla benzina, sugli alcolici e sui tabacchi.
Invece un proibizionismo anacronistico e senza senso ci proibisce di pagare le tasse sul consumo di hashish e marijuana. Inoltre la legge Fini-Giovanardi punisce duramente anche il solo il possesso di piccole quantità di droga.
Tutto questo non solo è sbagliato, ma è anche stupido. Gli effetti di questo proibizionismo sono:

  • Una ingente spesa pubblica: Una Relazione al Parlamento 2007 (sui dati 2006) per la prima volta ha tentato di quantificare l’impatto economico della legge Fini-Giovanardi che punisce anche il solo il possesso di droga oltre una infima quantità: solo la repressione Ci è costata 2.798.000.000 euro. La Relazione2008 (su dati 2007) ha confermato i dati. Nelle successive Relazioni (ops c’è un nuovo governo con un nuovo Parlamento) non si riscontrano più questi dati.  (dal secondo Libro Bianco sulle droghe)
  • Un cospicuo numero di processi, anche solo per possesso di un po’ di “fumo”, che appesantiscono ulteriormente il carico di lavoro di tribunali già al collasso.
  • Un numero enorme di detenzioni “per droga” all’origine del sovraffollamento carcerario. Tempo fa, in un interessante articolo sul sito Notizie Fresche, si raccontava che in Olanda si chiudono le carceri per mancanza di detenuti. Questo come diretta conseguenza della legalizzazione delle “droghe leggere”.
  • Un flusso sconfinato di denaro incassato dalle organizzazioni mafiose dal traffico di sostanze stupefacenti. Il sequestro dei patrimoni mafiosi è utilissimo, ma non determinante se non si chiude il rubinetto di questi introiti. In più, un qualsiasi acquirente di hashish o marijuana, viene risucchiato in quella zona grigia di convivenza con la mafia, che, inevitabilmente, da potere a queste organizzazioni.

Il periodo del proibizionismo dell’alcool negli Stati Uniti ha ampiamente dimostrato che mettere fuori legge sostanze socialmente riconosciute e usate da grandi masse di persone fa arricchire enormemente la criminalità organizzata.
La legalizzazione delle “droghe leggere” vorrebbe dire:

  • Tagliare un’importante fonte di finanziamento alle mafie e, soprattutto, restringere la suddetta zona grigia, per produrre una più efficace lotta alla criminalità.
  • Svuotare tribunali e carceri, rendendo più fluida e veloce la Giustizia italiana. Altro che amnistia!
  • Ridurre la spesa pubblica dovuta alla repressione, permettendo alle forze dell’ordine di concentrare mezzi e risorse per contrastare il crimine organizzato.
  • Generare un importante flusso di denaro per le casse dello Stato.

Oggi un concetto sbagliato ed anacronistico di cos’è droga e cosa non lo è ci priva della gioia di pagare tasse e accise sul consumo di erba e derivati. È ampiamente documentato da numerosi studi clinici che alcool e tabacchi sono molto più dannosi dei cannabinoidi, eppure lo Stato incassa fior di quattrini dalla vendita di questi prodotti.

Abbiamo il compito di impegnarci attivamente per creare un’opinione favorevole alla legalizzazione della produzione, vendita e consumo di hashish e marijuana. Parliamone in ogni occasione possibile.
Per finanziare lo Stato, per attaccare le mafie, per combattere la crisi economica. per non essere più trattati come criminali.

 

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