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Per l’odio potrei farcela da solo

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E mi perdo nelle letture delle analisi del giorno dopo. Frustrato per non esserci stato, frustrato per il mio isolamento politico, frustato per tutto quello che so di non aver capito. Poche le parole sensate. Tantissime, troppe, le parole di odio. Amplificate da giornali e telegiornali, intensificate da facebook. Non c’è da sorprendersi. Non è certo la prima volta che succede. Al contrario, ho l’impressione che ogni volta si ripeta sempre lo stesso copione.

Uno degli elementi costanti è il personaggio mediatico da insultare, il catalizzatore ufficiale dell’odio. Qualche anno fa, in seguito ad una manifestazione a Roma, questo ruolo fu di “er pelliccia” (ve lo ricordate?). Quest’anno in occasione dell’Expo, abbiamo il giovane della provincia milanese con la sua intervista sgrammaticata. Parte l’insulto libero. Segue intervista al padre e prevedibili scuse pubbliche. Evidentemente il ragazzo non eccelle per proprietà di linguaggio, eppure dice qualcosa a chi sa ascoltare. Parla di una rabbia che non ha oggettivamente altro modo di sfogarsi. Cosa vi aspettavate? Una conferenza colta sull’argomento? Se è questo che cercate per placare la vostra ansia di insulto, leggetevi le riflessioni di Franco Berardi e sarete soddisfatti. (Gli stessi concetti li aveva espressi a modo suo una nostra amica black bloc.)

Per molti, una vetrina rotta, un’auto in fiamme o una banca in fumo, sono attacchi gravissimi a un sistema di valori su cui, evidentemente, hanno fondato la loro stessa esistenza. Mi chiedo se abbia senso perder tempo e salute a parlare con queste persone. Eppure sono parte del nostro mondo, e in un modo o nell’altro bisogna confrontarsi anche loro.

Per molti, molti di più, nonostante tutto, eventi come l’Expo sono ancora motivo di eccitazione e malcelato orgoglio nazionale. Conducono Paolo Bonolis e Antonella Clerici. Questo mi fa capire quanta strada ancora dobbiamo percorrere.

Per alcuni, ma sono questi che più mi preoccupano, i famigerati black bloc sono l’essenza stessa del male. Sono i cattivoni che ti rovinano le manifestazioni che hai così faticosamente e democraticamente organizzato. Manifestazioni che purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi esprimono la più totale irrilevanza politica, e che nella migliore delle ipotesi favoriscono la carriera politica di qualche Pisapia. Certamente, anche rompere una vetrina è irrilevante. Anche indulgere nello scontro con la polizia è irrilevante, ma da che pulpito di irrilevanza vengono le vostre prediche?

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  1. vince
    3 maggio 2015 alle 16:30

    Va be’, allora bisogna proprio essere contro tutto. Il ragazzetto deficiente se va a rilasciare un’intervista del genere, in un paese civile si deve aspettare un’ondata di indignazione. E meno male, mi sarei preoccupato di piu’ se nessuno avesse detto niente. Che poi il ragazzo mi sembra talmente deficiente che non mi stupirei se non fosse neanche andato alla manifestazione e fosse il classico ballista di quartiere.
    Ma poi, se anche avesse tirato fuori la piu’ alta argomentazione politica e filosofica non cambia niente, vetrine rotte e auto in fiamme perche’ e’ iniziato l’Expo sono in effetti atti gravissimi, se tutti manifestassero cosi’ le proprie idee vivremmo in un mondo di macerie.
    Mi sono anzi stupito positivamente della reazione della gente che e’ stata assolutamente civile, nessuno o quasi a invocare la pena di morte o la tortura per il ragazzo, al massimo un paio di pedate in culo e lavori sociali o galera nei casi piu’ severi.

  2. k30ore
    3 maggio 2015 alle 17:01

    Lui forse non si aspettava l’ondata di indignazione, ma di sicuro se l’aspettava chi l’ha intervistato, sicuro di aver trovato il “caso umano” che fa audience stuzzicando la voglia di linciaggio del pubblico. Ci siamo evoluti e non c’è più bisogno di dare i cristiani in pasto ai leoni nelle arene (non in Italia quantomeno), adesso è sufficiente un video virale che “fa il giro del web”, condito con un po’ di commenti per far sfogare l’adrenalina. Ieri a un post di Roberto Saviano seguivano quasi 80000 commenti, molti dei quali carichi d’odio (coincidenza, il colosseo aveva proprio 80000 posti a sedere).

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