Archivio

Archive for maggio 2015

Per l’odio potrei farcela da solo

3 maggio 2015 2 commenti

268_00

E mi perdo nelle letture delle analisi del giorno dopo. Frustrato per non esserci stato, frustrato per il mio isolamento politico, frustato per tutto quello che so di non aver capito. Poche le parole sensate. Tantissime, troppe, le parole di odio. Amplificate da giornali e telegiornali, intensificate da facebook. Non c’è da sorprendersi. Non è certo la prima volta che succede. Al contrario, ho l’impressione che ogni volta si ripeta sempre lo stesso copione.

Uno degli elementi costanti è il personaggio mediatico da insultare, il catalizzatore ufficiale dell’odio. Qualche anno fa, in seguito ad una manifestazione a Roma, questo ruolo fu di “er pelliccia” (ve lo ricordate?). Quest’anno in occasione dell’Expo, abbiamo il giovane della provincia milanese con la sua intervista sgrammaticata. Parte l’insulto libero. Segue intervista al padre e prevedibili scuse pubbliche. Evidentemente il ragazzo non eccelle per proprietà di linguaggio, eppure dice qualcosa a chi sa ascoltare. Parla di una rabbia che non ha oggettivamente altro modo di sfogarsi. Cosa vi aspettavate? Una conferenza colta sull’argomento? Se è questo che cercate per placare la vostra ansia di insulto, leggetevi le riflessioni di Franco Berardi e sarete soddisfatti. (Gli stessi concetti li aveva espressi a modo suo una nostra amica black bloc.)

Per molti, una vetrina rotta, un’auto in fiamme o una banca in fumo, sono attacchi gravissimi a un sistema di valori su cui, evidentemente, hanno fondato la loro stessa esistenza. Mi chiedo se abbia senso perder tempo e salute a parlare con queste persone. Eppure sono parte del nostro mondo, e in un modo o nell’altro bisogna confrontarsi anche loro.

Per molti, molti di più, nonostante tutto, eventi come l’Expo sono ancora motivo di eccitazione e malcelato orgoglio nazionale. Conducono Paolo Bonolis e Antonella Clerici. Questo mi fa capire quanta strada ancora dobbiamo percorrere.

Per alcuni, ma sono questi che più mi preoccupano, i famigerati black bloc sono l’essenza stessa del male. Sono i cattivoni che ti rovinano le manifestazioni che hai così faticosamente e democraticamente organizzato. Manifestazioni che purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi esprimono la più totale irrilevanza politica, e che nella migliore delle ipotesi favoriscono la carriera politica di qualche Pisapia. Certamente, anche rompere una vetrina è irrilevante. Anche indulgere nello scontro con la polizia è irrilevante, ma da che pulpito di irrilevanza vengono le vostre prediche?

Annunci

Renzi: “Teppisti figli di papà”

2 maggio 2015 Lascia un commento

397055_2584118519133_1139603291_32309327_506760810_nPer farsi un’idea delle cose, ognuno proietta sé stesso nel racconto degli eventi. Il Renzi teppistello figlio di papà, quando descrive i ragazzi che fanno casino a Milano, vede sé stesso. Ed il bello è che ha pure ragione! Infatti la prova di forza a cui ha costretto il Parlamento, ponendo la fiducia sulla legge elettorale, produce una vera devastazione istituzionale. Altro che qualche auto bruciata!

Ciò che invece è successo è un normale scoppio d’ira di ragazze e ragazzi frustrati dall’ennesimo magna magna di una “grande opera”. Frustrazione acuita dalla scelta del giorno dell’inaugurazione dell’evento. Non ditemi che solo il governo non sapeva cos’era il MayDay. Uno scoppio d’ira fomentato da disoccupazione, taglio dei diritti, riduzione dei servizi sociali ed ogni genere di sfruttamento e, parallelamente, riforme che tutelano corrotti e potenti, aumento delle spese militari, crescita dell’ingiustizia sociale ed impunità per i poliziotti rei di gravi reati.

Noi preferiamo le azioni coordinate e pianificate, all’interno di strategie più ampie, ma non possiamo far finta di non vedere che questi scoppi d’ira accomunano i giovani di tutto il mondo, dalla Corea alla Turchia, dall’Europa agli Stati Uniti, perché sono comuni le cause delle nostre frustrazioni.