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Dalla lettera di San Matteo Renzi ai precari

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San Precario crocefisso in sala mensa. Il suo sacrificio non servì a un cazzo, e il terzo giorno non resuscitò.

***

Fratelli e sorelle, precari, immigrati, cassintegrati, esodati, disoccupati.

Preghiamo.

Affinché accettiate con gioia le vostre sofferenze. Non lamentatevene, non protestate, esse sono un dono di nostro Signore. Portate con letizia la vostra croce, e siatene grati! Le vie del Signore sono oscure e misteriose per voi peccatori, ma con la fede ogni lacrima e goccia di sangue sarà versata a maggior gloria di nostro Signore, Dio in terra, il Capitale.

Preghiamo.

Fratelli e sorelle precarie, voi che avete quattro lauree e due dottorati e campate di contratti atipici e sopravvivete lavando i piatti nei ristoranti, siate grati al Signore Dio vostro il Capitale. Voi siete le schiere angeliche che sorreggono il sistema di produzione immateriale. Siate grati per i vostri patimenti! Essi sono un dono del Signore Dio vostro affinché possiate diventare Suoi fedeli servitori, essere competitivi e produttivi, e rinnegare le tentazioni dei fannulloni e delle teste calde. Ed Egli separerà il grano dal loglio, ai primi andranno il posto fisso e incarichi di manager, agli ultimi la precarietà su questa terra e pace eterna nella vita che verrà.

Preghiamo.

Fratelli e sorelle immigrati, siate benedetti perché vostro è il Regno dei Cieli! (E vostro è anche il fondo del mare.) Come quando il Cristo attraversò il deserto, le vostre sofferenze sono le prove a cui il Dio vostro vi sottopone. Siatene fieri! Quelli di voi che arriveranno vivi sulle coste d’Europa forniranno manodopera a basso costo. La vostra sola presenza illuminerà i fratelli operai e piccoli borghesi che si convertiranno con gioia al razzismo. I vostri patimenti nei CIE apriranno la strada a ogni sorta di fascismo. Siate benedetti perché in voi il Signore Dio nostro il Capitale accumula le Sue grazie.

Preghiamo.

Fratelli e sorelle disoccupati, siate voi beati tra le creature di nostro Signore il Capitale. Voi siete le pecorelle smarrite che Egli maggiormente ama, il figliuol prodigo che torna alla casa del padre. Voi siete l’esercito industriale di riserva. Voi siete i discepoli che diffondono la buona novella, che insegnano ai vostri fratelli e sorelle operai, precari e immigrati, ad accettare con gioia le loro pene, poiché ben più misero è il vostro destino.

Fratelli e sorelle, precari, immigrati, cassintegrati, esodati, disoccupati. Che la pace del Signore Dio vostro il Capitale sia sempre con voi.

E cu’ l’anima de’ muort’ ‘e chi t’è stramuort’!

Amen.

***

Altre opere di San Matteo Renzi:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/29/roma-operai-ast-caricati-dalle-forze-dellordine-ci-manganellato/1178138/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/28/universita-renzi-i-ricercatori-resteranno-precari-bastato-abolire-lettera/1175126/

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