L’odio

2001-odissea-spazio-ego-05I. Io che mi alzo con il sole, che consumo gli anni nella fatica di un lavoro che mi ha fatto a sua immagine. Io che ho sempre seguito gli insegnamenti, perché so che il mio sudore e le mie lacrime scorrono su quelle leggi scolpite nella pietra e saranno linfa vitale per i miei figli e i figli dei loro figli. Io so che tutti siamo nati uguali e del nostro destino siamo gli unici responsabili. Chi non costruisce, chi non è disposto al sudore, non venga a infastidirmi.

Essi sono parassiti, buoni solo a distruggere, rubare, uccidere. Come i vermi della terra vivono nell’ombra, fuggono il giorno e le sue pene. Ci offendono con la loro sola miserabile presenza. Terroristi, ci hanno dichiarato guerra. Ogni giorno ci colpiscono nelle nostre case, nei nostri villaggi. Strisciano e scavano nella melma, covano rancore e godono della loro misera vita. E non la meritano. Ciò che meritano è di essere schiacciati, infilati all’amo del pescatore.

E schiacciati li abbiamo, a migliaia li abbiamo rinchiusi, privati dell’aria e della dignità, affinché capissero. Abbiamo fatto terra bruciata intorno a loro e ai loro amici. Eppure sono sempre lì, a fissarci nei loro stracci schifosi. Ci odiano, vogliono la nostra morte.

La misura è colma. Ciò che dobbiamo fare siamo pronti a farlo e lo faremo da soli. Siamo sempre stati soli contro tutti e lo saremo anche in questo giorno. Non ci aspettiamo applausi, la solidarietà non ci serve. Difenderci è nostro diritto e nessun’anima bella può venire a giudicarci. Oggi ci disprezzate, ma domani ci ringrazierete. La storia non rimpiangerà chi non la merita.

***

II. Loro hanno tutto, noi niente. Loro ci hanno portato via tutto. Vorrebbero farci scomparire dalla faccia della terra, ma non ci riusciranno. Non ci vergogniamo delle nostre vite miserabili. Ogni giorno sappiamo di poter morire. Noi siamo pronti a morire, ma ogni giorno della nostra vita sarà consacrato alla nostra missione. Vivere, sopravvivere, e rendervi la vita impossibile.

A voi che vivete nelle vostre belle città, guidate le vostre belle auto. Pianificate la vostra vita, il vostro futuro, gli studi e l’avvenire dei vostri figli. A voi che tanto siete impegnati nella ricerca della felicità. Noi siamo qui a ricordarvi che non è un vostro diritto. Perché non avete diritto di calpestare questa terra. Noi saremo le zanzare fastidiose che vi rovinano le serate d’estate nei giardini dei vostri insediamenti.

Ci ucciderete a centinaia, lo avete già fatto e so che lo farete ancora. Ma noi continueremo sempre a succhiarvi il sangue, perché questa e la nostra vita. E noi la amiamo e la accettiamo per quella che è. Fino alla vittoria.

 

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