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Il pentolone a pressione ucraino

article_imgIn Ucraina ci sono grosse differenze linguistiche, culturali e religiose tra l’est e l’ovest del Paese. La parte occidentale, fino ad un secolo fa, faceva parte della Polonia e dell’Impero Austo-Ungarico, mentre la parte sud orientale era russa.
Oggi l’Ucraina è terra di confine tra la Russia di Putin (da anni debole ma oggi in ascesa) e l’Unione Europea (prima forte ed attrattiva, oggi debole). Ambo le parti vogliono includere l’Ucraina nella loro sfera di influenza per tre importanti motivi: 1 il gas: la Russia è il maggior produttore, l’Europa il maggior consumatore. Chi controlla l’Ucraina ha in mano la distribuzione. La Timoschenko è in carcere per queste questioni legate al gas. 2 l’acqua: merce sempre più rara nel prossimo futuro, molto abbondante in questo Paese. 3 il grano: l’Ucrainna è uno dei maggiori produttori mondiali. Diceva quel porco di Kissinger:  “Chi controlla il petrolio controlla gli Stati, chi controlla il cibo controlla i popoli”.
In più esistono enormi interessi mafiosi; in Zero Zero Zero, Saviano racconta l’epopea di Semen Judkovic Mogilevic, nato nel ’46 a Kiev e laureato in economia a Leopoli, nell’estremo est del Paese. Mogilevic ha alle sue dipendenze un esercito privato di militari dell’armata rossa, reclutati durante il crollo dell’Urss.
Mogilevic pare anche legato a doppio filo con l’oligarca ucraino Dmitro Firtas, detentore del 50% della azienda Svizzera RosUkrEnergo. Questa azienda si occupa delle intermediazioni tra i due giganti statali del gas Gazprom e Naftogaz Ukrainy. Da un cablogramma rivelato nel 2008 da WikiLeaks si apprende che Julia Timoschenko, per ragioni di interessi e politici e personali, voleva far fuori la RosUkrEnergo, garantendo ampie concessioni a Putin e guadagnando un avvicinamento all’Unione Europea.

Tutte queste cose sono la parte visibile di una realtà estremamente complessa. I media occidentali, spregiudicatamente filo europeisti, raccontano un quadro semplificato, con il cattivo Putin, il brutto Yanucovich ed i buoni manifestanti pro democrazia e pro UE. Ma questa realtà è solo propaganda. L’Europa è quella antidemocratica e spietata delle banche, delle lobby finanziarie e della Troika. Una massa di merda non meno disumana di Putin e del suo garzone Yanucovich. Ed in mezzo, come sempre c’è il popolo, sfruttato, ignorante ed incapace di prendere le distanze dalle infiltrazioni delle milizie fasciste. Il popolo che paga coi morti colpe non sue e tuttavia un popolo incapace di organizzarsi in questa era post ideologica in cui siamo tutti schiavi dei padroni del mercato.

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