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Darwinismo sociale for dummies

DSC_0068Il gigantesco pesce luna può deporre fino a 1.5 milioni di uova per volta. Di queste solo una percentuale bassissima riuscirà a schiudersi prima di essere mangiata da altri animali, e solo una frazione ancor minore arriverà all’età adulta. Molti pesci, anfibi e rettili, adottano questa strategia riproduttiva (denomita strategia r). Puntano sul numero.

L’essere umano è quello che è anche perché ha scelto, tramite l’evoluzione, una strategia diversa (chiamata strategia K). Un solo figlio per volta, che viene cresciuto ed educato per anni. 10 anni circa nelle società più semplici, 20-30 anni nelle società più complesse. Tutta la vita, secondo il paradigma del lifelong learning. Inoltre, non sono più i soli genitori a prendersi cura delle nuove generazioni. Tutta la società, o comunque una grossa fetta di essa, è coinvolta nel processo educativo.

1044060_10151914314955197_1734043999_nOggi, i giovani e non-più-giovani della cosiddetta generazione Y, si trovano spesso ad essere bollati come iper-qualificati. Disoccupati o precari dopo anni di studio, lauree e dottorati. Secondo alcuni la comunità (o lo stato), dopo aver investito tempo e risorse ingenti nell’educazione dei giovani, dovrebbe anche favorirne la piena occupazione. In modo tale che l’investimento sia ripagato tramite il lavoro produttivo.

Apparentemente, questo ragionamento non fa una piega. Tuttavia, è la premessa che è sbagliata. La premessa implicita è che lo scopo dello stato sia quello di realizzare la piena occupazione, il benessere, la sostanziale uguaglianza, la felicità dei cittadini — che poi è quello che sta scritto nella costituzione.

Purtroppo pare che le cose non stiano proprio così. Il nostro beneamato 1% ha deciso che le priorità sono altre. C’è a disposizione, per ragioni storiche, un discreto numero di materiale umano altamente qualificato. In queste condizioni conviene quindi passare dalla strategia K alla strategia r. Si punta sui grandi numeri, si stimola la concorrenza, la guerra di tutti contro tutti. Che sopravviva il migliore. In una parola, Darwinismo sociale. Tutto ciò in nome dell’efficienza e della produttività. Questa è la direzione che stiamo prendendo, in barba alla nostra natura e a milioni di anni di evoluzione. La parolina magica che permette di far ingoiare il rospo a chi tutto ciò lo deve subire, si chiama “meritocrazia”.

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