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Nella casa del Grande Fratello

Daria Bignardi intervista Corrado Augias e Alessandro Di Battista come fossero concorrenti del Grande Fratello. Io dico che lo sono per davvero. Deciderà il pubblico da casa.

E’ sin troppo facile riconoscere nelle parole di Di Battista l’ormai trita e ritrita retorica grillina. Né destra né sinistra, giustizialismo, il capo carismatico che capo non sarebbe, la democrazia via internèt. Io ci ho anche visto dell’altro. Ho visto il sogno (o forse l’utopia) di creare un sistema dove la classe dirigente non sia più fatta da politici poltronisti, ma da cittadini che si danno il cambio. Ho sentito parecchie frasi fatte, ho percepito l’euforia di stare in televisione, l’insicurezza nel gestire il piccolo schermo. Al di là di tutto questo, però, c’erano i contenuti assai condivisibili di una giusta battaglia contro una legge elettorale antidemocratica, contro un regalo molto grosso fatto alle banche in maniera del tutto gratuita, contro una visione mono-polare della politica figlia del pensiero unico neoliberista e serva del capitalismo finanziario.

Ho trovato molto più interessante l’intervista a Corrado Augias. Pienamente a suo agio in televisione, appare sicuro di sé ed esprime con estrema chiarezza il suo pensiero. Mi ha fatto tornare in mente un vecchio scritto in cui Wu Ming 1 rifletteva su quanto fosse dannoso un certo antifascismo “di regime”. La forza dell’antifascismo è nella sua carica rivoluzionaria. Levategliela e non rimarrà che vuota retorica. Una retorica finalizzata a preservare lo status quo che fornisce nutrimento prezioso a nuovi rigurgiti di fascismo.

***

Augias ci spiega come le pur buone intenzioni dei giovani grillini finiscano per essere imbrigliate e disinnescate dal controllo padronale della Grillo-Casaleggio SPA. C’è del vero in questo, anche se trovo più utile e veritiera un’altra descrizione del M5S, meno semplicistica, fatta tempo fa dai Wu Ming.

Il duro ostruzionismo messo in atto dai grillini la settimana scorsa, che si è poi concluso con l’occupazione dei banchi del governo, sarebbe stato un atto fascista. Esagera. Esagera perché ingigantisce quella che è stata un’occupazione ovviamente simbolica, semmai un po’ maldestra. Per Augias questa sarebbe eversione.

Quale rimedio contro questa temibile eversione dell’ordinamento democratico? Un’eversione più grande e più efficace, ovviamente. E’ quella che il PD di Renzi sta portando avanti con la riesumazione del cadavere di un 80enne miliardario. Ecco il PD che legittima politicamente (e non è la prima volta!) colui che per 20 anni è stato la personificazione dell’eversione democratica, dello svuotamento del ruolo del parlamento, della connivenza con la mafia, della corruzione elevata ad arte. Colui che ha portato al governo fascisti vecchi e nuovi, il principe della decadenza e dell’anomalia italiana.

Sostiene Augias, convinto sostenitore del bipolarismo, che è giusto e democratico che i due principali poli siano in armonia e in accordo tra di loro. E che gli scontenti, ovvero quella fascia della popolazione scientificamente predestinata a prenderselo nel culo dolorosamente, se ne stiano buoni al loro posto. Sotto la soglia del 8% come in ogni democrazia moderna che si rispetti.

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