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Archive for febbraio 2014

Il pentolone a pressione ucraino

21 febbraio 2014 Lascia un commento

article_imgIn Ucraina ci sono grosse differenze linguistiche, culturali e religiose tra l’est e l’ovest del Paese. La parte occidentale, fino ad un secolo fa, faceva parte della Polonia e dell’Impero Austo-Ungarico, mentre la parte sud orientale era russa.
Oggi l’Ucraina è terra di confine tra la Russia di Putin (da anni debole ma oggi in ascesa) e l’Unione Europea (prima forte ed attrattiva, oggi debole). Ambo le parti vogliono includere l’Ucraina nella loro sfera di influenza per tre importanti motivi: 1 il gas: la Russia è il maggior produttore, l’Europa il maggior consumatore. Chi controlla l’Ucraina ha in mano la distribuzione. La Timoschenko è in carcere per queste questioni legate al gas. 2 l’acqua: merce sempre più rara nel prossimo futuro, molto abbondante in questo Paese. 3 il grano: l’Ucrainna è uno dei maggiori produttori mondiali. Diceva quel porco di Kissinger:  “Chi controlla il petrolio controlla gli Stati, chi controlla il cibo controlla i popoli”.
In più esistono enormi interessi mafiosi; in Zero Zero Zero, Saviano racconta l’epopea di Semen Judkovic Mogilevic, nato nel ’46 a Kiev e laureato in economia a Leopoli, nell’estremo est del Paese. Mogilevic ha alle sue dipendenze un esercito privato di militari dell’armata rossa, reclutati durante il crollo dell’Urss.
Mogilevic pare anche legato a doppio filo con l’oligarca ucraino Dmitro Firtas, detentore del 50% della azienda Svizzera RosUkrEnergo. Questa azienda si occupa delle intermediazioni tra i due giganti statali del gas Gazprom e Naftogaz Ukrainy. Da un cablogramma rivelato nel 2008 da WikiLeaks si apprende che Julia Timoschenko, per ragioni di interessi e politici e personali, voleva far fuori la RosUkrEnergo, garantendo ampie concessioni a Putin e guadagnando un avvicinamento all’Unione Europea.

Tutte queste cose sono la parte visibile di una realtà estremamente complessa. I media occidentali, spregiudicatamente filo europeisti, raccontano un quadro semplificato, con il cattivo Putin, il brutto Yanucovich ed i buoni manifestanti pro democrazia e pro UE. Ma questa realtà è solo propaganda. L’Europa è quella antidemocratica e spietata delle banche, delle lobby finanziarie e della Troika. Una massa di merda non meno disumana di Putin e del suo garzone Yanucovich. Ed in mezzo, come sempre c’è il popolo, sfruttato, ignorante ed incapace di prendere le distanze dalle infiltrazioni delle milizie fasciste. Il popolo che paga coi morti colpe non sue e tuttavia un popolo incapace di organizzarsi in questa era post ideologica in cui siamo tutti schiavi dei padroni del mercato.

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Speculatori cattivi

19 febbraio 2014 Lascia un commento

“Le spiegazioni “tecniche” a base di “speculazione-cattivabrutto” sono evidentemente un pezzo di storia che il potere ci racconta per tenerci schiavi, per concentrare la nostra attenzione su un cattivo (spesso inesistente), e distogliendoci da una riflessione su quanto e perché siano sbagliate certe regole”.

Alberto  Bagnai

Darwinismo sociale for dummies

12 febbraio 2014 Lascia un commento

DSC_0068Il gigantesco pesce luna può deporre fino a 1.5 milioni di uova per volta. Di queste solo una percentuale bassissima riuscirà a schiudersi prima di essere mangiata da altri animali, e solo una frazione ancor minore arriverà all’età adulta. Molti pesci, anfibi e rettili, adottano questa strategia riproduttiva (denomita strategia r). Puntano sul numero.

L’essere umano è quello che è anche perché ha scelto, tramite l’evoluzione, una strategia diversa (chiamata strategia K). Un solo figlio per volta, che viene cresciuto ed educato per anni. 10 anni circa nelle società più semplici, 20-30 anni nelle società più complesse. Tutta la vita, secondo il paradigma del lifelong learning. Inoltre, non sono più i soli genitori a prendersi cura delle nuove generazioni. Tutta la società, o comunque una grossa fetta di essa, è coinvolta nel processo educativo.

1044060_10151914314955197_1734043999_nOggi, i giovani e non-più-giovani della cosiddetta generazione Y, si trovano spesso ad essere bollati come iper-qualificati. Disoccupati o precari dopo anni di studio, lauree e dottorati. Secondo alcuni la comunità (o lo stato), dopo aver investito tempo e risorse ingenti nell’educazione dei giovani, dovrebbe anche favorirne la piena occupazione. In modo tale che l’investimento sia ripagato tramite il lavoro produttivo.

Apparentemente, questo ragionamento non fa una piega. Tuttavia, è la premessa che è sbagliata. La premessa implicita è che lo scopo dello stato sia quello di realizzare la piena occupazione, il benessere, la sostanziale uguaglianza, la felicità dei cittadini — che poi è quello che sta scritto nella costituzione.

Purtroppo pare che le cose non stiano proprio così. Il nostro beneamato 1% ha deciso che le priorità sono altre. C’è a disposizione, per ragioni storiche, un discreto numero di materiale umano altamente qualificato. In queste condizioni conviene quindi passare dalla strategia K alla strategia r. Si punta sui grandi numeri, si stimola la concorrenza, la guerra di tutti contro tutti. Che sopravviva il migliore. In una parola, Darwinismo sociale. Tutto ciò in nome dell’efficienza e della produttività. Questa è la direzione che stiamo prendendo, in barba alla nostra natura e a milioni di anni di evoluzione. La parolina magica che permette di far ingoiare il rospo a chi tutto ciò lo deve subire, si chiama “meritocrazia”.

Maggioranza

8 febbraio 2014 Lascia un commento

“Maggioranza non è un concetto aritmetico, ma politico”.

Konstantin Zarodov

Nuove alluvioni, vecchie (in)sicurezze

6 febbraio 2014 Lascia un commento

alluvioneDopo decenni di propaganda destrorsa, basata sul problema della sicurezza, con migranti ladri ed assassini, sbarcati per invaderci, lavarci il lavoro ed appropriarsi delle nostre ricchezze, stiamo scoprendo il vero senso dell’insicurezza.
Le alluvioni, sempre più frequenti, hanno un impatto economico e sociale sempre maggiore e diretto sulla popolazione. Cementificazione, incuria, mancata manutenzione e assenza di qualsiasi tipo di programma di conservazione territoriale sono solo una parte del problema. La parte facile da affrontare.
Il grosso del problema è che il cambiamento climatico, negato per decenni, sta lentamente entrando nelle nostre vite. L’effetto è l’insicurezza su citata è generata da piogge improvvise, sempre più abbondanti che allagano case, negozi e fabbriche in cui viviamo e lavoriamo, sottraendoci ricchezza e benessere. O trascinando via auto, strade e campi, con gli stessi effetti di impoverimento di persone, famiglie ed interi territori.
Questo nuovo enorme problema di sicurezza non è nemmeno riconosciuto come tale da media e dalla politica. La descrizione degli eventi è ancora fatta in chiave fatalista. Ma purtroppo la portata degli eventi atmosferici aumenterà ancora, fin quando prevenzione e ricostruzione saranno economicamente insostenibili.

Ora possiamo fare ancora qualcosa. Solo riconoscendo questi problemi, riprogrammando lo sviluppo dei territori, riscoprendo il valore della terra e sforzandoci in tutti i modi di attenuare il cambiamento climatico in atto, potremo dare una chance di benessere ai nostri figli.
Per certi versi questa è l’unica cosa che conta per il futuro dell’umanità.

Per seppellirlo con un sasso in bocca

5 febbraio 2014 Lascia un commento

Berlusconi_1984Si parla tanto di un Berlusconi rinato, anzi, resuscitato da quella mutanda senza molla di Renzi.  Tutte cazzate. A destra, come a sinistra, basta lo spettro del Silvio morto per mandare tutti in paranoia mentre sono impegnati ad autointestarsi fette di eredità politica ormai marcia.
Naturalmente il defunto si sollazza e lascia fare, consapevole che più si parla di lui, più si rafforza realmente. Sa bene di non essere così forte, ma galleggia ancora. Dopo aver inchiodato il Governo alla abolizione dell’IMU, drenando risorse altrimenti utili a fare cose decenti, ha lasciato la maggioranza tirandosi fuori da un Esecutivo impantanato. Non sarà forte, ma di certo ha dei collaboratori che sono maestri di strategia. Ora fa come le zoccole (topi): cammina sottosotto al muro per non farsi vedere. Si affaccia discretamente alla luce, ma solo ed esclusivamente per arraffare qualche boccone dalla mondezza, tipo l’incontro con Renzi nella sede del PD, ed aspetta il colpo grosso. L’unico che gli interessa, contenuto nella legge elettorale.
Di tutte le cacate super maggioritarie pattuite con Renzi ce n’è solo una realmente irrinunciabile, che gli consente una vera resurrezione: la possibilità di scegliere i soggetti che realmente entreranno in Parlamento con le prossime elezioni, tramite il listino bloccato.
È evidente che essendo condannato ed interdetto, quindi non candidabile, Berlusconi cerca il modo di non farsi sfuggire di mano il suo partito. Avere l’immenso potere di decidere chi sarà Deputato gli darebbe il piacere di selezionare la sua classe politica premiando il primo, irrinunciabile, criterio di meritocrazia: la fedeltà al capo.

Solo il listino bloccato offre a Berlusconi la sicurezza di rimanere il padrone del partito, quindi di risorgere realmente. Per questo motivo il primo obiettivo di chi vuol vedere Silvio definitivamente lontano dalla politica è non far approvare la legge elettorale pattuita con Renzi.
Per seppellirlo con un sasso in bocca.

Grillo, Boldrini e conflitto di interessi

3 febbraio 2014 Lascia un commento

beppe-grillo_620x410Esiste un gigantesco conflitto di interessi intorno al blog di Grillo. Conflitto di interessi che puntualmente danneggia le azioni politiche del Movimento 5 Stelle. Un buon esempio di quella che, a nostro parere, è una dinamica perversa, può essere raccontato tramite la vicenda degli insulti sessisti a Laura Boldrini.

La nostra storia inizia con la presentazione del Decreto Legge IMU-Bankitalia da parte del Governo Letta. Questo ecreto abolisce la seconda rata dell’Imu sulla prima casa e regala 7 miliardi e mezzodi euro alle banche private.
La legge 400/1988 dispone che i D. L. per poter essere presentati dal Governo debbano essere omogenei ed urgenti. Già qui non si capisce che c’entra l’annullamento dell’IMU con i capitali della Banca d’Italia, né perché si debba urgentemente “ritoccare” le quote dei banchieri privati in Bankitalia. Il D. L. non ha né l’urgenza, né l’omogeneità, risultando evidentemente fuori legge.
La nostra storia ci porta all’ultimo giorno utile per la conversione in legge del decreto IMU-Bankitalia, infatti se D. L. non viene convertito dal Parlamento entro 60 giorni, decade.Il duro ostruzionismo del M5S, contro questo regalo ai banchieri, stava per riuscire a far decadere il decreto. A poche ore dal dalla scadenza dei termini di conversione la Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha applicato la cosiddetta “tagliola”, stoppando il dibattito parlamentare e portando l’aula al voto immediatamente.
Il comportamento della Boldrini è stato criticato da più parti, non solo dai 5 Stelle. Infatti non è affatto chiaro perché debba essere impedito ad un’opposizione di fare ostruzionismo all’interno dei regolamenti parlamentari. in fondo se si è arrivati all’ultimo giorno non è certo colpa dell’opposizione.
Queste considerazioni hanno reso la posizione della Boldrini molto debole e, contemporaneamente, la posizione dei 5 Stella particolarmente forte.
A questo punto (ieri) arriva Grillo è sul suo blog lancia la domanda “Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?”. E giù insulti, purtroppo soprattutto a sfondo sessuale. I commenti con gli insulti a questo post sono stati successivamente cancellati dallo staff di Grillo. Ovviamente tutto questo ha convogliato l’opinione pubblica in difesa della Boldrini e contro il M5S.

Siamo finalmente giunti al punto: già la Gabanelli e Report hanno mostrato come ogni qualvolta Beppe Grillo alza i toni, gli ascolti del suo blog si moltiplicano. Dato che gli introiti pubblicitari del blog crescono col numero di contatti, è interesse di Gillo alzare i toni. Ci guadagna.
Purtroppo però gli insulti alla Boldrini dimostrano che, quando Grillo alza i toni con attacchi personali, toglie contenuti alle azioni politiche del suo movimento. Questo avviene anche per il continuo attacco dei media filo governativi,  che non aspettano altro per spostare l’attenzione da politiche giuste ed ampiamente condivisibili dei 5 Stelle ed attacchi personali ed insulti che indeboliscono il Movimento.
Il conflitto di interessi è evidente. Alzare i toni per Grillo vuol dire incassare, per i 5 Stelle veder vanificate le azioni parlamentari come il magnifico ostruzionismo al D. L. Bankitalia. Ma chi se ne ricorda più di Bankitalia…?