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Nel giorno della memoria

Corriere_testata_1938Oggi è la giornata della memoria. Ma quali sono le cose che dobbiamo ricordare? Nel racconto dei media, questa memoria da tenere viva riguarda le vittime ebraiche del genocidio nazi-fascista. Questo ricordo è certamente doveroso e sentito, ma assolutamente parziale. Le vittime, ripeto, da non dimenticare mai, furono solo l’oggetto inerme del genocidio. Invece il soggetto, autore di tanta disumana violenza è puntualmente tralasciato. Soprattutto in Italia.
Celebriamo la giornata della memoria ricordando ciò che non viene raccontato: le leggi del governo fascista, guidato da quel pover’uomo di Benito Mussolini, che sono l’atto politico propedeutico al genocidio degli ebrei. Perché è bene ricordare cos’è stato il fascismo.

Comunicato della Segreteria Politica del PNF, 25 luglio 1938 – Il Fascismo e il problema della razza

R.D.L. 5 settembre 1938, n. 1390 – Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola

R.D.L. 7 settembre 1938, n. 1381 – Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri

R.D.L. 23 settembre 1938, n. 1630 – Istituzione di scuole elementari per fanciulli di razza ebraica

Dichiarazione sulla razza, votata dal Gran Consiglio del Fascismo il 6 ottobre 1938

R.D.L. 15 novembre 1938, n. 1779 – Integrazione e coordinamento in testo unico delle norme già emanate per la difesa della razza nella scuola italiana

R.D.L. 17 novembre 1938, n. 1728 – Provvedimenti per la razza italiana

R.D.L. 29 giugno 1939, n. 1054 – Disciplina dell’esercizio delle professioni da parte dei cittadini di razza ebraica

Legge 13 luglio 1939-XVII, n. 1055 – Disposizioni in materia testamentaria nonché sulla disciplina dei cognomi, nei confronti degli appartenenti alla razza ebraica, modificata poi dalla v 28 settembre 1940-XVIII, n. 1459

Adesso, con una memoria rinfrescata, ripensiamo alle politiche che attuiamo nei confronti dei migranti: la Repubblica italiana ha istituito i centri di identificazione ed espulsione, nei quali lo Stato, senza nessun processo, rinchiude fino a diciotto mesi gli exrtacomunitari. L’inquietante particolare che rende identici ebrei e migranti è che non vengono imprigionati per quello che hanno fatto, ma per quello che sono. Non dimentichiamolo.

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