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Archive for dicembre 2013

L’arma della violenza sessuale

13 dicembre 2013 Lascia un commento

bacioQuesta foto è stata scattata durante la marcia No Tav del 16 novembre 2013, da Susa a Bussoleno.
Per questo bacio, il segretario generale del sindacato di Polizia (Coisp), Franco Maccari, ha dichiarato di aver denunciato questa ragazza per violenza sessuale e oltraggio a pubblico ufficiale. Ecco l’arroganza delle forze dell’ordine. Si risponde alle provocazioni non violente con tutta la brutale violenza della legge. È magnifico che una norma adottata per tutelare i soggetti deboli venga usata ad arte dalla forza di pubblica sicurezza come intimidazione una manifestante: se non mi sbaglio l’accusa di violenza sessuale può consentire la custodia cautelare in carcere, concretizzando immediatamente il subdolo attacco.
Questi sono quelli a cui Beppe Grillo chiede di schierarsi coi manifestanti, strumentalizzando le scene di alcuni carabinieri, in altri contesti, che si sfilano i caschi. Grillo, questa è la vera faccia del Reparto Mobile. La stessa faccia di scudi e manganelli mostrata ieri a Roma all’interno della università La Sapienza. Purtroppo nessuno prende le distanze da questi modi di agire della forze dell’ordine.
La tensione può solo aumentare.

La canonizzazione dei rivoluzionari morti

6 dicembre 2013 Lascia un commento

“Le classi dominanti hanno sempre ricompensato i grandi rivoluzionari, durante la loro vita, con incessanti persecuzioni; la loro dottrina è stata sempre accolta con il più selvaggio furore, con l’odio più accanito e con le più impudenti campagne di menzogne e di diffamazioni. Ma, dopo morti, si cerca di trasformarli in icone inoffensive, di canonizzarli, per così dire, di cingere di una certa aureola di gloria il loro nome, a “consolazione” e mistificazione delle classi oppresse, mentre si svuota del contenuto la loro dottrina rivoluzionaria, se ne smussa la punta, la si avvilisce”.
Lenin

La stessa storia con due nomi diversi

4 dicembre 2013 Lascia un commento

fuochiC’è un filo rosso che unisce la strage di Prato e l’ecocidio della terra dei fuochi. Nel primo caso le vittime del rogo vivevano nella stessa fabbrica in cui lavorano, per poter essere sfruttati fino in fondo ed abbassare i costi. Nel secondo caso l’abbassamento dei costi si ottiene affidando alla criminalità organizzata lo smaltimento dei rifiuti, a danno dell’ambiente.
È il concetto di competitività che accomuna questi eventi definiti di cronaca. La competitività che scarica i costi sui lavoratori e sull’ambiente in nome della competizione disumana e di una falsa efficienza. La competitività che è un dogma  di questo sistema economico ci cui siamo tutti vittime.

Un altro interessante racconto a riguardo è quello di Ἐκβλόγγηθι Σεαυτόν : Il suo nome.