Home > Ambiente, Economia, Ecoresistenza Quotidiana, Ipse Dixit, News, Società > Un fiume in piena del colore della terra

Un fiume in piena del colore della terra

stop-biocidio-napoli

Le parole del subcomandante Marcos risuonano con la giusta rabbia che sale dalla terra ferita. In Campania come in Messico e ovunque, stop biocidio!

Dallo Zócalo di Città del Messico a Napoli, con qualche piccolo ritocco al testo originale.

Fratello, sorella:
Siamo qui per dire che qui stiamo.
Insieme a te diciamo “siamo qui” e siamo con te.
Siamo uno specchio.
Siamo qui per vederci e mostrarci, affinché tu ci guardi, affinché tu ti guardi, affinché l’altro si rispecchi nel nostro sguardo.
Siamo qui e siamo uno specchio.
Non la realtà, ma solo il suo riflesso.
Non la luce, ma solo un barlume.
Non il cammino, ma solo qualche passo.
Non la guida, ma solo una delle tante direzioni che portano al domani.

Fratello, sorella Città del Messico:
Quando diciamo “siamo”, diciamo anche “non siamo” e “non saremo”.
Per cui è bene che, quelli che là in alto sono il denaro o chi lo predica, prenda nota della parola, l’ascolti attento e guardi attento quello che non vuole vedere.

Non siamo quelli che aspirano al potere e da lì, imporre il passo e la parola. Non lo saremo.
Non siamo quelli che mettono un prezzo alla dignità propria o altrui e trasformano la lotta in mercato, dove la politica è covo di mercanti che non si disputano progetti ma clienti. Non lo saremo.
Non siamo quelli che aspettano il perdono e la elemosina di chi simula aiuto mentre in realtà compra e che non perdona ma umilia chi, per il solo fatto di esistere, rappresenta sfida e rivendicazione e domanda e esigenza. Non lo saremo.
Non siamo quelli che, ingenui, aspettano che dall’alto arrivi la giustizia che cresce solo dal basso, la libertà che si conquista solo con tutti, la democrazia che viene combattuta sempre e a tutti i livelli. Non lo saremo.
Non siamo la moda passeggera che, passata, si archivia nel calendario delle sconfitte che questo paese ostenta con nostalgia. Non lo saremo.
Non siamo lo scaltro calcolo che finge la parola ed in essa nasconde un nuovo inganno, non siamo la pace simulata che desidera guerra eterna, non siamo chi dice “tre” e poi “due” o “quattro” o “tutto” o “niente”. Non lo saremo.
Non siamo il pentito di domani. Chi diventa immagine ancora più grottesca del potere. Che simula “buon senso” e “prudenza” quando non è altro che compra-vendita. Non lo saremo.

Siamo e saremo uno in più nella Marcia.
Quella della Dignità.
Quella del Colore della Terra.
Non siamo i suoi portavoce.
Siamo una voce tra tutte quelle voci.
Un’eco che ripete dignità tra tutte le voci.
Ci uniamo a queste voci, ci moltiplichiamo con esse.
Continueremo ad essere eco, voce siamo e saremo.
Siamo riflesso e grido.
Sempre lo saremo.

Possiamo essere con o senza volto, armati o non, ma siamo ribelli, siamo e sempre lo saremo.
150 anni fa, i potenti domandavano a quello che stava in basso che chiamavano brigante:
“Con quale permesso signori?”
E quelli che stavano in basso rispondevano e rispondiamo:
“Con il nostro”.
E con il nostro permesso ci siamo fatti grido e ci chiamiamo “ribelli”.
Oggi lo ripetiamo: siamo ribelli.
Ribelli saremo.
Ma vogliamo esserlo con tutti.
Senza la guerra come casa e cammino.
Perché così parla il colore della terra: la lotta ha molte strade ed una sola destinazione: essere colore con tutti i colori che vestono la terra.

Fratello, sorella:
Dicono là in alto, che questo è la fine di un terremoto. Che tutto passa tranne che l’essere loro a stare sopra di noi.
Dicono là in alto, che sei qui per curiosità, per sentire senza neppure ascoltare. Dicono che siamo pochi, deboli. Che non siamo altro che una foto, un aneddoto, uno spettacolo, un prodotto deperibile con la data di scadenza prossima.
Dicono là in alto, che resteremo soli. Che soli e svuotati torneremo alla terra da dove siamo venuti.
Dicono là in alto, che l’oblio è sconfitta e si siedono ad aspettare che dimentichi e ti sconfigga.
Là in alto, sanno ma non vogliono dirlo: non ci sarà oblio e non sarà la sconfitta la corona per il colore della terra.
Ma non vogliono dirlo perché dirlo e riconoscerlo e riconoscerlo è vedere che tutto è cambiato non perché nulla cambi, ma perché tutto cambia cambiando.
Questo movimento è tuo e poiché è tuo è nostro.
Ora, ed è quello che loro temono, non esiste più il “voi” ed il “noi” perché tutti siamo già del colore della terra.
Di una sola cosa parla la nostra parola.
Una sola cosa guarda il nostro sguardo.
Un luogo degno per il colore della terra.
E’ ora che questo paese la smetta di essere una vergogna vestita solo del colore del denaro.
E’ l’ora dei popoli, del colore della terra, di tutti i colori di cui siamo nonostante il colore del denaro.

Siamo ribelli perché la terra è ribelle se c’è chi la vende e la compra come se la terra non fosse terra e come se non esistessimo noi che siamo del colore della terra.

Siamo qui. Siamo qui come ribelli del colore della terra che gridano:

Democrazia!
Libertà!
Giustizia!

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: