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Salario garantito. Chi ce lo garantisce?

Il reddito di cittadinanza è una misura economica che garantisce a tutti i cittadini un reddito pagato dallo Stato. Si tratta di una misura universale ed incondizionata, cioè per tutti, indipendentemente dalla condizione lavorativa, salariale, culturale, anagrafica etc.

Su questo argomento si fa molta confusione. In Parlamento ci sono varie proposte di legge (di SEL e M5S) che pur definite sul reddito di cittadinanza non vi hanno niente a che fare.

Uno dei punti chiave è la condizionalità di questo sussidio. Ad esempio si legge di soggetti “maggiorenni e in età non pensionabile”, cioè un sostegno economico nella sola fascia di età lavorativa (o una cittadinanza legata all’età “produttiva”?). Ancora peggiore è la condizionalità del sussidio alla accettazione di un impiego, non oltre il terzo colloquio di lavoro. Questa condizione, apparentemente di buon senso, nasconde enormi insidie. Può capitare, e spesso capita, che le spese per recarsi a lavoro (trasporti, pasti fuori casa, etc.) consumino una parte consistente del salario. Con i salari mediamente bassi e con i prezzi alti degli asili nido, basta un figlio piccolo per non rientrare nelle spese. Per non parlare dei vertiginosi aumenti dei mezzi pubblici. Al netto delle spese avere un lavoro può significare di fatto avere meno soldi del sussidio, dovendo per lo più sottostare agli obblighi lavorativi. Chi è che scegli di lavorare a tali condizioni?

Con tali presupposti, l’obbligo di accettare un lavoro, sotto la minaccia della sospensione del sussidio, è una imposizione di uno Stato-Padre che impone un determinato comportamento al figliolo-cittadino. Invece un vero reddito di cittadinanza ha lo scopo di liberare le persone dalle dittature del lavoro salariato, aumentandone il potere contrattuale e la possibilità di scelta.

Al di là di tutto ciò esiste anche una drammatica minaccia correlata al reddito di cittadinanza che ne fa una misura molto gradita ai neoliberisti: sostituire il welfare (stato sociale). Secondo gli economisti alla Friedman i servizi pubblici vanno interamente privatizzati ed il reddito di cittadinanza serve a garantire un minimo di assistenza sociale, garantendo la (falsa) libertà di comprare il servizio che si preferisce. Naturalmente solo un cretino può preferire questa via. Attenzione quindi: il reddito di cittadinanza può essere il grimaldello in mano a potenti lobby per scardinare definitivamente lo stato sociale.

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