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Confessioni di un coglione

Ci è venuto il dubbio che fosse un fake. Poi l’abbiamo visto sulla pagina ufficiale dell’Istituto e il dubbio è purtroppo svanito. Ebbene, ecco cosa scrive il presidente dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) ai dottorandi e postdoc che hanno dato un contributo fondamentale alle ricerche sul bosone di Higgs e non solo:

Grazie a voi, giovani dottorandi e postdoc, che avete accettato di vivere questa avventura perché ne avete riconosciuto il valore di sfida e di frontiera. Avete condiviso con i vostri colleghi di gruppo un pezzo fondamentale della vostra vita; avete colto, spero, il messaggio che il merito è l’unico parametro di questa scienza e che la gerarchia nel lavoro quotidiano poco conta di fronte alla bontà delle idee. Però… noi non siamo in grado di promettervi, né in quantità definite, né in tempi certi, un lavoro corrispondente ai vostri meriti. Questo Paese ha dei problemi enormi e però, come magra consolazione, ci sono molti Paesi nel mondo che sono pronti ad accogliervi e a valersi del vostro amore per lo studio e per la scoperta. E’ il mio cruccio più grande, il rompicapo della mia Presidenza.

Comunque un grazie di cuore a tutti in questo momento di gioia.

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Ci siamo chiesti quale fosse il senso di questa lettera. La prima impressione è stata quella di una enorme presa per il culo. Il presidente di uno dei più grandi istituti di ricerca italiani sta prendendo per il culo i precari che portano avanti la baracca. Va bene. Non c’è problema. Ne abbiamo viste anche di peggio. Poi leggo i commenti di ricercatori dalla lingua felpata che ringraziano il presidente per queste parole calorose sebbene, ahinoi, piene di amarezza.

Grazie al cazzo, viene da rispondere.

Qual è il compito di una leader? Perché di questo stiamo parlando. Il presidente di una istituto nazionale è un leader. E’ il capitano di una nave. Il capitano di una nave deve tenere alto il morale della ciurma. Stabilire una rotta. Tenere fermo il timone. Affrontare la tempesta. Altrimenti, se non sa farlo, può agevolmente dimettersi e cambiare mestiere prima che sia ammutinamento.

Cosa fa invece il nostro caro presidente dell’INFN? Dichiara che a lui dispiace ma purtroppo la nave è alla deriva e, poverello, questo è il cruccio della sua presidenza. Un vero capitano, un leader, affronta i problemi, vende cara la pelle. Che i ministri passino sul suo corpo, che la crisi finanziaria lo travolga, ma i fondi per la ricerca — i soldi per pagare i salari dei ricercatori — un buon capitano li farà uscire da qualche parte. Queste sono le parole che vogliamo sentire da chi dirige la baracca. E, più che le parole, vogliamo vedere i fatti. Se non sei in grado, se addirittura ammetti la tua incapacità, allora via, dimissioni. Oppure taci che fai più bella figura.

 

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