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Archive for agosto 2013

L’Italia fuori dalla Nato

30 agosto 2013 Lascia un commento

“Ci ho messo sette anni per condurre il governo italiano verso un’apertura a sinistra. E posso dirle che mi ci vorranno meno di sette anni per far uscire l’Italia dalla Nato e metterla alla testa dei paesi neutrali”.

Enrico Mattei, 1962 (poche settimane prima di essere ucciso)

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Sta pure Rambo sta

27 agosto 2013 1 commento

perniola_rambo_chiusuraVi ricordate Rambo III? Che filmone indimenticabile! Il colonnello Trautman coinvolge John Rambo in una operazione americana per colpire un commando sovietico in Afghanistan. Rambo combatteva insieme ai mujaheddin. Una trama ispirata a ciò che in quegli anni succede in quello sfortunato paese.
Infatti tra il 1979 e il 1989, in seguito all’invasione sovietica dell’Afghanistan, i mujaheddin combatterono contro i russi. Questi guerriglieri furono finanziati, armati e addestrati in modo significativo da Stati Uniti, Pakistan, e Arabia Saudita. Storie note da guerra fredda. Il Presidente Reagan fece riferimento a questi mujaheddin come a “combattenti per la libertà … che difendono i principi di indipendenza e libertà che formano le basi della sicurezza e della stabilità globali.”. Peccato che dopo la ritirata sovietica, i mujaheddin divennero i Talebani. Rambo li ha aiutati ad arrivare al potere. Le conseguenze sono note.

Dimenticata questa triste lezione sull’interventismo militare, l’occidente capeggiato da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, ha attaccato l’Iraq, poi la Libia ed adesso sembrano intenzionati a colpire la Siria. Il terribile filo rosso di queste guerre è l’appropriazione delle concessioni petrolifere.
Dall’esperienza afgana dovremmo aver capito che queste azioni disumane portano ad esiti dubbi ed imprevedibili, con ripercussioni ingestibili. È una stronzata dire: “l’Italia non partecipa senza mandato dell’ONU” (Bonino). L’Italia deve schierarsi contro l’intervento militare e la vendita di armi ai “ribelli”. Non partecipare non basta.

Il debito ambientale

21 agosto 2013 Lascia un commento

inceneritore5Da oggi, fino a fine anno, tutte le attività che l’umanità svolgerà saranno a debito. Non è un debito finanziario, ma ecologico. Infatti, secondo il Global Footprint Network, ieri, 20 agosto, abbiamo  esaurito le risorse annue che il mondo può rigenerare. Per comprendere meglio guardiamo cosa succede con la CO2. Tutti sanno che le piante si nutrono con la fotosintesi, cioè assorbendo luce e CO2 sintetizzano zuccheri. Per nostra fortuna il prodotto di scarto di questa reazione chimica è l’ossigeno, indispensabile per la respirazione degli esseri viventi. Bene. Da milioni di anni c’è un equilibrio stabile tra la CO2 prodotta da incendi, respirazione degli animali, etc. e la CO2 assorbita dalle piante.
Purtroppo da una quarantina d’anni questo equilibrio si è rotto. Anche quest’anno, l’uomo ha prodotto talmente tanta CO2 che tutti gli alberi, le piante e le alghe della Terra non sono sufficienti a smaltirla. Una parte rimarrà nell’ambiente. In pratica tutta l’anidride carbonica che produrremo da oggi a fine anno si accumulerà nell’ambiente aumentando l’effetto serra ed aggravando ulteriormente il  cambiamento climatico in corso.

Tutto questo succede perché, nell’ottica criminale del mercato e della crescita, i costi ambientali dell’effetto serra sono esternalità. I costi ecologici del nostro stile di vita e dei nostri consumi non si pagano. Ma questa è la tipica bugia neoliberista. Come dimostrano gli studi scientifici condotti a partire dal 1972 (i limiti dello sviluppo) se non cambieremo in fretta l’idea stessa di sviluppo, i nostri figli e i nostri nipoti saranno travolti da un collasso globale che devasterà la Terra. Le generazioni future pagando tutte insieme le esternalità ed i nostri debiti ambientali.

Il complesso industriale legato alle attività militari

5 agosto 2013 Lascia un commento

“Dobbiamo vigilare per prevenire influenze ingiustificate sui governi da parte del complesso industriale legato alle attività militari. La possibilità di una crescita di poteri arbitrari esiste oggi e ci sarà domani. Non dobbiamo mai permettere che il peso e la combinazione di questi poteri mettano a rischio le nostre libertà e il processo democratico”.

Dwight D. Eisenhower  (generale e presidente USA).