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Archive for maggio 2013

Crisi ambientale

31 maggio 2013 Lascia un commento

“La morte della nostra civiltà non è più una semplice teoria o una possibilità accademica: è la strada che stiamo percorrendo.”
Peter Goldmark (ex presidente della Fondazione Rockfeller)

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ILVA & riforme

28 maggio 2013 Lascia un commento

inceneritore5Attualmente la parola più usata dalla politica italiana è: “riforma”.  Ci bombardano con un brutto  mantra che attribuisce la pessima situazione in cui versa l’Italia a “40 anni di riforme mancate”. A pensarci bene però un bel po’ di riforme, soprattutto economiche, ci sono state. Ad esempio la legge 40, subdolamente intestata a Biagi, che ha istituzionalizzato il precariato. O la riforma Foriero, o come le “grandi” privatizzazioni degli anni ’90.
Sono queste riforme che danno un apporto fondamentale al degrado attuale. Lo stato di semi-cittadinanza in cui sono relegati precari e pensionati, le angherie che subiscono i pendolari, l’esplosione dei costi dell’energia e dei pedaggi autostradali, sono tutte cose che peggiorano la nostra vita, senza per altro ingrassare le casse statali. Lo voglio ricordare: privatizzare significa dare a qualcuno il potere di ricavare profitto dalla vendita del servizio privatizzato. L’enorme aumento del debito pubblico e la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, derivano dal fatto che lo Stato spende di più per l’acquisto di questi servizi di quanto non spendeva per gestirli “in house”.
Anche la  privatizzazione dell’ILVA, passata dal controllo pubblico (tramite l’IRI) alla famiglia Riva, ha prodotto le devastazioni ambientali che solo oggi seguiamo sui media nazionali. Nel gergo capitalista i danni alla salute della popolazione e all’ambiente, vengono chiamate “esternalizzazioni”: trasferire al di fuori dell’azienda determinati costi. È quello che i Riva fanno da anni per massimizzare i loro profitti. È il senso delle privatizzazioni.
Visto i brillanti risultati di queste riforme non possiamo non tremare riascoltando questa ambigua parola. Per il resto l’ILVA va levata al più presto dalle sporche mani dei Riva.

 

Crisi destrorse ed ottimismo della volontà

16 maggio 2013 Lascia un commento

napolitanpciC’è poco da fare; la destra è in profonda crisi. I sintomi si erano già avvertiti dal grossolano piacere con cui fu accolta la rielezione del Presidente Napolitano, che, nonostante tutto ciò (di brutto) che attualmente rappresenta, è un tesserato storico del PCI.
La terna pitagorica dei valori destrorsi; Dio, patria e famiglia, è stata massacrata dalle performance internazionali, casalinghe e giudiziarie di Berlusconi. Persino la Chiesa, dopo tutti gli anni di favori berlusconiani, è stata “costretta” a prendere le distanze. L’elezione di Papa Bergoglio, al posto dello strafavorito Scola, può essere letta anche in questo senso.
Un altro “valore” supportato da tutti i partiti destrorsi del mondo è il giustizialismo. Berlusconi ha devastato anche questo, attribuendo all’opposta cultura politica, storicamente garantista.
Ma è col Governo Letta che la crisi culturale della destra è sull’orlo di un’esplosione dirompente.
La richiesta di pacificazione, per fortuna abbastanza rifiutata, è un chiaro segno di debolezza. Debolezza evidenziata dalla totale mancanza di visione politica ed economica. L’unico punto su cui batte il PDL è l’abolizione dell’IMU. Si presenta, proprio da Berlusconi (Decreto Legislativo n. 23 del 14 marzo 2011, articoli 7, 8 e 9), come una tassa indispensabile per far quadrare i conti. I ricchi proprietari e i loro rappresentanti politici protestano. Nei fatti la si realizza in maniera tale da andare a colpire sopratutto (proporzionalmente parlando) i piccoli proprietari. Finisce che i piccoli proprietari solidalizzano con i grandi proprietari e con i loro rappresentati politici. Tutto questo offre buoni risultati elettorali, ma non avvia nessun tipo di ciclo politico o culturale. Anzi, probabilmente ne sancisce la fine.
Una controprova della fine del ciclo si ha con l’insofferenza seguita alla nomina della ministro Kyenge. Augurandoci che i migranti godano finalmente di qualche diritto civile, non possiamo fare a meno di notare che l’elezione di questa donna nera abbia una funzione calmante nei confronti degli elettori di sinistra, delusi dall’accordo PD-PDL. Trucchetti da prima repubblica…
Invece… clamorosamente… la Kyenge non seda i malumori PD, ma mette in crisi tutta la destra e le sue fallimentari politiche di esclusione sociale.
Una ulteriore evidenza si è avuta col tentativo di sfruttare i terribili omicidi “a picconate”. Essendo l’omicida un immigrato ganese tutta la destra ha pensato di rilanciare la lotta allo “straniero assassino”. Invece la reazione delle persone è stata di rifiuto per questi omuncoli che vorrebbero sfruttare la morte altrui per i propri interessi.

Qualcosa è profondamente cambiato. Ricordate Gramsci:  l’ottimismo della volontà. Oggi c’è una possibilità di una vera ricostruzione della sinistra. Ricostruzione che non può non passare per il fermo rifiuto dei dogmi neoliberisti che ancora inquinano tanta parte del pensiero corrente.

De iure sola

11 maggio 2013 Lascia un commento

 

Cominciamo a fare dei distinguo. Le varie sottospecie di neo- e vetero- fascisti, da Forza Nuova a Casapound fino ai Fratellini d’Italia e simili, sono paragonabili alle secrezioni fecali di un Alien e devono tornare da dove vengono e lì devono restare. Ovverosia nelle fogne. Le oscenità che dicono e che scrivono sui muri in questi giorni le hanno sempre dette e scritte e continueranno a farlo urlando da dentro gli scarichi fognari fino a quando non si estingueranno una volta per tutte. Ogni occasione è buona per far capolino da dentro la saittella e cercare visibilità facendo leva sulla bigotteria e sul viscerale e mai sopito razzismo degli autoctoni d’Italia.

Chi è più attento e progressista, invece, spesso si limita a far notare che i diritti degli immigrati sono l’ultimo dei problemi che un governo serio dovrebbe porsi (dov’erano costoro quando si introduceva il reato di clandestinità?), e che ciò si presta a un opera di distrazione verso i problemi reali dei lavoratori che non arrivano a fine mese, dei giovani che non trovano lavoro dopo la laurea e via dicendo. C’è del vero in questo, ma guardando contro luce si vede la filigrana di razzismo. E’ il razzismo che anche inconsapevolmente si annida nell’ipotalamo del progressista che non gli fa vedere che anche gli immigrati sono dei fottutissimi lavoratori. E’ il razzismo che non gli fa vedere che ci sono delle galere che chiamano CIE in cui vengono rinchiusi. Tutto ciò si può superare solo facendo leva sulla solidarietà tra lavoratori, tra precari, tra proletari. Proletari che, per l’appunto, hanno figli, e dare un avvenire ai figli — a pensarci un attimo — è stato quello che ha dato forza alle lotte dei lavoratori per migliaia di anni.

Chiarito tutto ciò, bisogna poi tornare nella realtà. La realtà è che il governo che ci governa non ha nulla di neanche vagamente progressista. E’ un governo reazionario frutto di un accordo ignobile. La ministra per l’integrazione è probabilmente una validissima e stimabilissima persona, ma purtroppo bisogna accettare l’amare realtà: è stata messa lì solo per far bella figura, per cercare di salvare la faccia con i (pochi) elettori un po’ più a sinistra che sono rimasti nel PD. Che probabilità ci sono che questo governo approvi lo ius soli? Che possibilità che abolisca i CIE? Che speranze che faccia un qualsiasi intervento che possa migliorare la vita dei lavoratori (siano essi immigrati o autoctoni)? La confusione mediatica sullo ius soli potrà forse servire a distrarre da altri problemi, ma siate certi che questo governo non metterà mano né agli uni né agli altri.

 

Quando converrà alla destra

10 maggio 2013 Lascia un commento

Berlusconi_1984Per la prima volta da quando Berlusconi è sceso in campo si registra l’apertura di un fronte interno ai suoi cospicui interessi. Di fatto non s’è mai ben capito se l’avvento di Silvio alla politica sia stato determinato dalla “necessità” della difesa dei suoi interessi economici o dal tentativo (peraltro ben riuscito) di “tutelarsi” dalle numerose indagini che già allora lo coinvolgevano.
Fin che c’era Craxi entrambi gli interessi di Berlusconi godevano di un’ampia copertura politica. Dopo la fuga in Tunisia di Craxi ed in mancanza di riferimenti politici affidabili, Silvio è sceso in campo. In questi ultimi 20 anni queste due “cause” sono state portate avanti parallelamente in un mix devastante di liberismo tarocco, vittimismo, falsa innovazione ed impoverimento generale del Paese. Gli effetti giudiziari sono evidenti (vedi leggi ad personam). Gli effetti economici sono stati quantificati nell’ottobre 2012 da Ettore Livini in un articolo su LaRepubblica: Berlusconi, dal 1994 alla fine del 2012 ha guadagnato 400.000 euro… AL GIORNO.

Oggi queste due grandi direttrici dei comportamenti politici di Berlusconi iniziano a divergere. La nascita del Governo Letta ha avuto un effetto benefico eccezionale sul gruppo Fininvest, pesantemente colpito dalle incapacità del suo ultimo Governo Berlusconi e dalla crisi economica. Le azioni del Gruppo hanno aumentato il loro valore del 30%. Quindi Silvio ha tutto l’interesse a far sopravvivere il Governo. Parallelamente la situazione giudiziaria si è ulteriormente complicata con la condanna in secondo grado a 4 anni per il processo Mediaset. Da questo punto di vista, non avendo il pieno controllo del Governo, Silvio potrebbe pensare di capitalizzare l vantaggi elettorali, dovuti al disastro pd, affossando il Governo.

Questa contraddizione emerge anche dai diversi toni tra rassicurazioni al Governo, interventi televisivi a reti unificate e prossime manifestazioni di piazza. Chissà che qualcuno non possa trarre vantaggio da questa crepa. L’unica cosa da non fare è chiudere gli occhi illudendosi che dal Governo possa arrivare qualcosa di buono. Lasciando a Berlusconi l’iniziativa e dandogli, ancora una volta, il tempo di consolidare una buona strategia, si arriverà alla caduta del Governo quando converrà alla destra.

Scenari fantapolitica e fantascenari politici

1 maggio 2013 Lascia un commento

G_e1Qualcuno davvero si aspetta che Berlusconi non capitalizzi il suo bel vantaggio elettorale, dando al PD il tempo di riprendersi dai propri clamorosi insuccessi? Qualcuno davvero si aspetta che Berlusconi voglia improvvisamente farsi processare senza avanzare nuovi (il)legittimi impedimenti, magari dovuti ad una impegnativa campagna elettorale? Qualcuno davvero si aspetta che Berlusconi abbia voluto la pacificazione tra le principali forze parlamentari, per formare un governo per il bene dell’Italia? Qualcuno davvero si aspetta che Berlusconi dia il tempo ai parlamentari del m5s di maturare, dando vita a maggioranze a “geometria variabile”, magari presentando disegni di legge che, appoggiati dalla sinistra, possano intaccare il suo potere? Qualcuno davvero si aspetta che Berlusconi possa sentirsi tutelato dal Governo democristiano di Letta?

Il suo evidente piano è spingere sull’IMU (cancellazione e restituzione), dando il tempo al Governo di un paio di misure urgentissime per poi staccare la spina e tornare alle urne. In caso di eliminazione e/o restituzione dell’IMU Berlusconi si vanterebbe dell’adempimento delle promesse elettorali, anche non avendo la maggioranza parlamentare. In caso contrario partirebbe la retorica dei “comunisti” che non rispettano i patti, costringendolo ad un passo indietro.
Non illudetevi, il Governo Letta non durerà neanche i dieci mesi dalle peggiori stime.

Fantascenaio (se vuoi stare ai fatti, smetti di leggere qui.)

La domanda più importante è: chi eleggerà il prossimo Presidente della Repubblica; questo Parlamento o quello che uscirà dalle prossime elezioni?
Il mio parere è che andando presto al voto, soprattutto col porcellum, Berlusconi punti ad una esigua maggioranza parlamentare, tuttavia sufficiente a tentare un bliz, simile a quello fallito dal PD, per farsi eleggere Presidente. Questo metterebbe definitivamente fine a tutti i suoi “problemi” giudiziari ed a tutti noi.
Per impedire questo fantascenario basterebbero le dimissioni di Napolitano prima dello scioglimento delle Camere, obbligando questi parlamentari ad eleggere il nuovo Presidente. Questa mossa non è scontata, proprio per i problemi che nell’ultima elezione hanno portato al bis di Napolitano. Di certo un Presidente 88enne ci fa prevedere che il suo successore non dovrà aspettare altri sette anni.