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La sconfitta di Grillo

img1024-700_dettaglio2_GrilloLa situazione di stallo politico in cui si trova l’Italia è determinata principalmente da fatto che i parlamentari del Movimento 5 Stelle non vogliono accordare la fiducia ad un governo di centrosinistra. Questo deriva dall’interpretazione delle parole “accordo” e “mediazione” come “inciucio”. In pratica si tiene la linea dell’antipolitica su cui si fonda il successo elettorale del Movimento.

Per dare l’impressione di essere propositivi i 5S hanno avanzato una fantasiosa richiesta al Presidente della Repubblica: di conferire il compito di formare un governo “al Movimento”. Uso il termine “fantasioso” in quanto, da manuale, l’incarico va conferito alla persona che ha maggiori chance di formare il futuro governo. Purtroppo la faciloneria dei parlamentari 5 Stelle si è rivelata nel momento in cui non sono riusciti a produrre neanche un nome da proporre a Napolitano per il suddetto incarico. Un’altra fesseria pseudocostituzionale dei M5S si sintetizza con la non necessità di avere un governo, in quanto è compito del Parlamento scrivere le leggi. Basta Monti per gestire l’ordinario. Queste considerazioni sembrano un po’ pretestuose. Pare che il Movimento non voglia compromettersi decidendo di accordare la fiducia. Parafrasando don Milani i 5S tengono le mani in tasca per non sporcarsele.

A questo punto il vero problema dei grillini è “portare casa” qualche risultato. Il 25% dei consensi elettorali è un risultato strepitoso. Di certo troppo alto per non ottenere qualche epica vittoria nelle battaglie che il Movimento sostiene. In questo senso un accordo (pulito e trasparente) per il sostegno esterno ad un governo a guida PD avrebbe potuto dare grosse soddisfazioni a gli elettori 5S. L’Italia (e gli italiani) avrebbe potuto godere di un miglioramento strutturale reale. Cito solo due punti: Berlusconi e la TAV. Silvio sarebbe finalmente stato messo in minoranza e costretto ad avere il tempo di dedicarsi ai suoi processi. Invece il comportamento dei parlamentari del Movimento offre enormi margini di manovra a Berlusconi. Senza contare che, in caso di nuove elezioni, si riprodurrebbero tutte le disgustose dinamiche di impunità e propaganda di cui il PDL si nutre. Il secondo punto è la fine definitiva della TAV, fortemente voluta dal gruppo torinese della dirigenza PD. Uccidere la TAV probabilmente avrebbe significato seppellire per sempre le politiche Chiamparino – Fassino che sono la vergogna del centrosinistra italiano.
Peccato. Un brutto fallimento per Grillo. Dovuto solo alla decisione di non decidere.

Paradossalmente non è questo il fallimento peggiore del Movimento 5 Stelle. C’è di peggio? Si, molto.
Uno dei compiti del governo è nominare i presidenti (ed i vertici) della varie authority  ed aziende a controllo statale che ci sono in Italia. Questa è la vera torta che i componenti del governo si spartiscono. Eni, Finmeccanica, Cassa depositi e prestiti, per citare tre, sono colossi mondiali nei rispettivi ambiti di attività. Prenderne il controllo tramite le nomine garantisce la possibilità di costruire un sistema infinito di clientele. È questa la scatola che i M5S dovevano aprire. Strizzare le palle ad un ipotetico governo PD da loro sostenuto avrebbe finalmente spezzato la dinamica del controllo politico di queste aziende. A parte gli effetti economici positivi, aprire questa scatola avrebbe distrutto molte brutte dinamiche di potere esistenti nei partiti.
Quest’altra brutta sconfitta del Movimento deriva da un orizzonte politico che non va oltre le due settimane.

La beffa è che, sempre per la decisione di non decidere dei grillini, queste nomine saranno fatte da Monti (alfiere dell’oligarchia economica italiana) con l’aiuto dei “saggi” di fresca nomina. Anche qui i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno permesso la sopravvivenza di chi ha levato risorse ai più poveri per tutelare i più ricchi.

VAFFANCULO BEPPE GRILLO. È una sconfitta su tutta la linea.

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  1. Rocco Matarozzo
    3 aprile 2013 alle 07:43

    Purtroppo non è vero che Grillo non abbia deciso. Ha deciso, e come! Ha deciso di ricattare sperando di prendere i classici piccioni con una fava. In primis una rivincita sul pd perché gli è stato rifiutato l’ingresso da Fassino qualche anno fa. Il vero nemico è il pd e npn il pdl proprio per questo motivo. Poi fa finta di accomunarli come politiche ben conoscendo la profonda differenza che corre trs le due formazioni. Proprio facendo leva su questo e non essendosi candidato l’unico modo per rientrare dalla finestra è quello di farsi nominare presidente del consiglio. L’unica cosa che finge di non sapere è che il pd può avere ol senso dello Stato ma non fino al suicidio. Nel frattempo l’unica soluzione è quella di un accordo tra pd e pdl: allora si che può gridare all inciucio e alla somiglianza tra le due coalizioni. Il problema è che nella politica del tanto peggio tanto meglio se ne frega della povera gente e di quanti continuano a togliersi la vita. Ma a lui può fregare di meno: non è lui milionario se non miliardario?

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