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piazza Bellini e l’essenza del razzismo

291698_10200906066516737_913979318_nCos’è il razzismo? Tendo a considerare il razzismo una rappresentazione ideologica della lotta di classe. Fateci caso, si è razzisti sempre verso chi è più povero, più debole o in minoranza. I neri, gli zingari, gli slavi, gli ebrei.

Napoli ha fama di essere una città violenta e caotica, ma paradossalmente anche accogliente e tollerante. Come si spiega una tale contraddizione? Rispetto ad altre città italiane, Napoli pare essere meno razzista nei confronti degli stranieri poveri, africani, rom, asiatici. In genere è così, poi di tanto in tanto esplodono episodi di violenza razzista: il campo nomadi viene dato alle fiamme, l’immigrato viene pestato.

Il razzismo a Napoli è un meccanismo sempre strumentale a qualche altra dinamica. Se si incendia il campo rom forse sotto c’è una questione di speculazione edilizia, se si fa strage di nigeriani forse c’era da inviare un messaggio politico inequivocabile, e così via. Alcuni retroscena si conoscono, altri si intuiscono.

A Napoli il razzismo si mostra per quello che è, spoglio del vestito di cazzate di cui si ricopre in altre città e in altri paesi. Il razzismo è pura violenza economica. La logica è semplice ed è più o meno la seguente. Che tu sia bianco, nero o giallo non fa alcuna differenza, sei come me, e puoi essere mio fratello se le condizioni lo permettono. Ma proprio in quanto uguale a me, se ti devo camminare sopra lo faccio senza problemi. E se sei nero, zingaro, arabo, se sei povero, debole, solo, in minoranza, probabilmente mi sarà più facile camminarti addosso, e lo farò a te piuttosto che a un altro. Niente di personale, è una questione di bilancio costi-benefici.

Questa è il razzismo a Napoli. Vale lo stesso per il fascismo? Razzismo e fascismo vanno sempre insieme o sono fenomeni differenti? Me lo domando per quello che è successo sabato scorso a piazza Bellini, il pestaggio di un lavoratore straniero da parte di un gruppo di giovinastri guappi di cartone. Un episodio che fa molta rabbia.

Oggi si scende in piazza per manifestare contro questa violenza gratuita e, per me, fascista e razzista. Una manifestazione importante che va fatta e che spero sia in grado di dare un segnale forte di solidarietà, contro l’indifferenza e la paura strisciante che spesso si accompagna a questo genere di episodi.

Alcune domande però bisogna porsele. Che cosa sarebbe successo a Napoli se un gruppo di giovani con gli stemmi di casapound avesse aggredito un lavoratore straniero? Probabilmente si sarebbero attivati gli antifascisti, si sarebbero stati cortei, manifestazioni, tensioni con la polizia. Se invece, come è successo sabato, un gruppo di giovani aggredisce un lavoratore straniero senza esibire simboli neofascisti, allora si tende a minimizzare, si dice che sono semplici teppisti, ragazzini, che è una questione di ordine pubblico e via dicendo, e così si finisce col chiedere più istituzioni, più controllo, più polizia.

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