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Cosa sono queste ideologie (sottotitolo: non ci sono più le mezze stagioni)

 

Abbiamo scritto di ideologie e di chi le rifiuta a prescindere. E’ quindi il caso di chiarire cosa intendiamo quando scriviamo di ideologie.

Cominciamo da molto lontano. Siamo esseri pensanti, che vivono in un mondo, lo osservano, si fanno delle idee — giuste o sbagliate che siano — su cosa sia la realtà e in base ad esse decidono come comportarsi. Il mondo fuori di noi è sempre lo stesso, eppure esso può essere interpretato in tante maniere diverse. Queste sono le ideologie: strumenti teorici e/o dottrinali che ci aiutano ad interpretare la realtà.

Negli ultimi 30 anni o giù di lì ci hanno abboffato le palle a ripeterci che le “ideologie sono morte”, “non ci sono più ideologie” e via dicendo. Dire che non ci sono più ideologie è come dire che non esistono più interpretazioni della realtà. O ci siamo lobotomizzati tutti — ma proprio tutti — oppure si tratta chiaramente di una cazzata enorme. Ci hanno detto che bisogna tralasciare le vecchie ideologie e accettare la regole pragmatiche del mercato globale, poiché è la legge della domanda e dell’offerta a determinare come gira il mondo. Qui casca l’asino: la storia della fine delle ideologie è una bufala per farci accettare l’ideologia capitalista, escludendo altre possibilità.

Questa esperienza ci insegna a diffidare di chi dice di essere contrario alle ideologie: perché vorrebbe dire che è contrario a interpretare il mondo, oppure che è un’ameba priva del sistema nervoso centrale, o più probabilmente che vuole venderci la “sua” ideologia come l’unica possibile.

Avere un’interpretazione della realtà non solo è necessario, ma è addirittura inevitabile. Essere coscienti della propria vita non è altro che interpretare la realtà, per ogni singola cosa che facciamo, per quanto questa interpretazione possa essere confusa o parziale.

Tuttavia, un’ideologia ha senso finché aiuta a comprendere come va il mondo. Essa va rifiutata quando diventa un’interpretazione distorta della realtà, che la nasconde invece di renderla comprensibile. E’ per questo che un’ideologia può essere un formidabile strumento di potere, perché può far accettare le più tremende ingiustizie, nascondendole e rendendole incomprensibili a chi le subisce.

(Nel video qui sopra, un giovane Ignazio La Russa proclama la fine della dicotomia fascismo-antifascismo. Sono passati 40 anni ma le fandonie che si sentono in giro non sono molto diverse. Queste immagini sono l’incipit del must see “Sbatti il mostro in prima pagina”, di Marco Bellocchio con un formidabile Gian Maria Volonté.)

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  1. 23 febbraio 2013 alle 00:07
  2. 27 marzo 2014 alle 01:03

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