Lavoro o salute?

Che significa scontro fra lavoro e salute? Un emerito cazzo, almeno dal punto di vista del bene pubblico. Altra cosa è il punto di vista del padronato e dell’azionariato.
Per la sanità pubblica, meno salute significa più spese in medicine e cure, quindi costi maggiori. Analogamente, meno lavoro significa meno tasse dirette (irpef, irap, etc.) e meno tasse indirette (iva e accise varie), quindi incassi minori per lo Stato.
Tutt’altra cosa è per i proprietari: un livello soddisfacente di tutela ambientale ha dei costi che gravano sull’azienda. Ciò significa un po’ meno profitti. Analogamente, meno lavoratori significa meno spese fisse e più “flessibilità” grazie alle esternalizzazioni, cose molto gradite al mercato ed a gli azionisti, che ottengono dividendi maggiori.

Ancora una volta il vero scontro è tra il bene pubblico e profitto di pochi, e chi suggerisce il contrario, spesso è al soldo dei pochi. Il profitto aziendale non deve mai essere un costo sociale, come con l’Ilva e come quasi sempre è successo con le privatizzazioni del settore pubblico.

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