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Archive for ottobre 2012

Diverse forme di lotta

31 ottobre 2012 Lascia un commento

“Il marxismo si distingue da tutte le altre forme primitive di socialismo perché non lega il movimento a una qualsiasi forma di lotta determinata. Esso ne ammette le più diverse forme, e non le “inventa”, ma si limita a generalizzarle e a organizzarle, e introduce la consapevolezza in quelle forme di lotta delle classi rivoluzionarie che nascono spontaneamente nel corso del movimento.”

Lenin

Grazie al diffamatore Sallusti

24 ottobre 2012 Lascia un commento

Il Senato sta discutendo un disegno di legge sulla diffamazione (DDL n. 3491) che, se approvato, imporrà a ogni sito web la rettifica o la cancellazione dei propri contenuti dietro semplice richiesta di chi li ritenesse lesivi della propria immagine o anche della propria privacy. Inoltre il ddl prevede la condanna penale e sanzioni pecuniarie fino a 100.000 euro in caso di mancata rimozione.

Una sanzione di 100.000 euro può essere pagata da grandi gruppi editoriali, lobby industriali e multinazionali, mentre per blogger, testate indipendenti o amanti di facebook rappresenterebbero un colpo mortale. Si punta sulla paura per creare un effetto deterrente. La paura di esprimere le proprie idee contro i potenti. La diffamazione c’entra molto poco.

Ironia della sorte, questo avviene in risposta alla condanna di quel bell’uomo, pregiudicato, servo di papi e gran  diffamatore di Sallusti. Altro che carcere… In primis tribunali del popolo.

Una proprietà pubblica strategica

23 ottobre 2012 Lascia un commento

La Rosneft, compagnia petrolifera statale russa, ha acquisito il 100% della jv russo-britannica Tnk-Bp. Così la Rosneft si prepara a diventare il maggiore azienda petrolifera del mondo, superando la produzione di colossi come ExxonMobil.

È molto interessante notare che mentre in Italia si svendono le proprietà pubbliche ai nostri oligarchi, in nome dell’efficienza del libero mercato, il Cremlino riprende il controllo del settore petrolifero perso nelle privatizzazioni degli anni ’90.

Noi favoriamo un ulteriore arricchimento dei soliti noti,  a scapito della proprietà pubblica. Loro hanno una strategia economica statale di lungo periodo.

Noi siamo in declino, loro sono in ascesa.

 

Tassare la finanza

21 ottobre 2012 Lascia un commento

da Rainews

La lezione del jihad

18 ottobre 2012 Lascia un commento

“Jihad” è un termine maschile che vuol dire sforzo, impegno.
Nella propaganda dei media italiani, jihad viene tradotto al femminile col significato usuale di “guerra santa”, inducendo l’immaginario collettivo a pensare ad una aggressione. Tutto falso.

Esistono due tipi di impegno per il credente nell’islam: il grande jihad (al1ibad al-kabfr) e il piccolo jihad (al1ibad al-éagfr). Il grande jihad è ciò che influisce maggiormente sulla vita quotidiana dei fedeli. Esso prevede un impegno personale del fedele affinché le forze del bene prevalgano su quelle del male innanzitutto all’interno del suo animo, una lotta spirituale interiore contro il peccato e le tentazioni. Il piccolo jibad ha invece una connotazione di tipo collettivo e indica una battaglia in difesa della comunità dei fedeli.

Tralasciando l’aspetto propagandistico della traduzione, il concetto di jihad merita di essere compreso ed applicato anche in chiave non religiosa in difesa della comunità. La trasposizione laica del piccolo jihad ha gli stessi significati che ha in chiave religiosa, e potremmo chiamarlo impegno sociale o rivoluzionario.
La cosa importante però è che questo impegno è irrilevante se alle spalle non ha un grande jihad che significa innanzitutto impegnarsi per avere una consapevolezza maggiore, di noi stessi e di ciò che ci circonda (bene) contro le favole e le bugie che ci rendono mansueti, complici e schiavi (male).
Il grande jihad significa avere un minimo di disciplina per organizzarsi ed un minimo di umiltà per comprendere le diversità ed essere più coesi. Significa inoltre abbracciare prima l’interesse collettivo invece del proprio.

Una bella lezione da quelli che qualcuno vuol far passare per i nostri nemici

Un Nobel è per sempre

13 ottobre 2012 Lascia un commento

Il premio Nobel è un’onorificenza assegnata a persone che si sono distinte nei diversi campi dello scibile, “apportando considerevoli benefici all’umanità”. Fra i vincitori migliori citiamo:

  • António Egas Moniz – Nobel per la medicina 1949. Ha sviluppato la lobotomia.
  • George Catlett Marshall – Nobel per la pace nel 1953. Offrì aiuti economici per ricostruire l’Europa dopo la II Guerra Mondiale. In realtà il Piano Marshall è stato un mezzo per rendere le economie europee funzionali alle esigenze del sistema produttivo statunitense.
  • Henry Kissinger – Nobel per la pace nel 1973. Mandante del golpe cileno e dell’omicidio del presidente Allende proprio nello stesso anno.
  • Milton Friedman – Nobel per la pace nel 1976. Padre dell’attuale crisi economica fondata su smantellamento di Stato e welfare, privatizzazioni, deregolamentazioni e liberismo.
  • Menachem Begin – Nobel per la pace nel 1978. Capo del Irgun Zvai Leumi, “Organizzazione Militare Nazionale”, gruppo terrorista sionista che operò nel corso del Mandato britannico sulla Palestina dal 1931 al 1948.
  • Lech Wałęsa – Nobel per la pace nel 1978. “Capo” di Solidarność, la cui lotta per i cantieri navali di Gdańsk ha determinato la svendita e la privatizzazione di tutta l’economia polacca a danno dei cittadine e lavoratori.
  • Mihail Gorbačëv – Nobel per la pace nel 1990. Distruttore dell’economia pianificata e dell’Unione Sovietica. Ha affamato il suo popolo.
  • Frederik Willem de Klerk – Nobel per la pace nel 1993. Nel porre fine all’apartheid ha consegnato ai bianche tutto il potere economico finanziario del Sud Africa.

Tutti questi premi hanno due cose in comune: la designazione del vincitore ha una falsa base scientifica (non ci sono criteri oggettivi) e la misura del loro successo è basata su canoni in voga in determinate classi sociali di alcuni Stati occidentali. Purtroppo però la frase magica “apportando considerevoli benefici all’umanità” dà al Nobel un valore universale che, veicolato dai media, convince masse di gente del prestigio dei premiati.

Tutto ciò fa di questo premio un ottimo mezzo per il riconoscimento sociale di persone che propongono idee ed opere ampiamente funzionali a gli interessi di qualcuno.

Il Nobel per la pace 2012 all’Unione Europea è esattamente questo. Un’Europa che in nome dell’austerity disconosce la solidarietà, aumenta distanza fra ricchi e poveri, devasta lo stato sociale, difende le banche e affama i popoli, pesta i manifestanti e tutela neofasci e neonazi e attacca il diritto al lavoro, vincendo il Nobel è nel giusto; apporta considerevoli benefici all’umanità.

Una magnifica contro prova è rappresentata dalla candidatura del massone della P2 Licio Gelli  Premio Nobel per la letteratura 1996 e dalla presunta candidatura di Silvio Berlusconi  al Premio Nobel per la pace 2010.