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L’8xMille: la chiesa ingrassa, “chiedilo a loro”

La campagna pubblicitaria “chiedilo a loro” per l’8xMille alla chiesa cattolica è indicata dagli esperti come una delle serie di spot più efficaci prodotti negli ultimi anni.
Lo scopo della campagna è raccogliere capitali tramite le donazioni associate al pagamento dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche).
Per assegnare i fondi, si calcola l’importo totale delle entrate dovute all’IRPEF, e da questo importo totale si scorpora l’8xmille. Poi conta il numero totale di firme e le percentuali di queste firme attribuite ai vari enti; infine si ripartisce l’8xmille tra gli enti in base alle percentuali delle firme espresse. La cosa fantastica (non nota a molti e taciuta negli spot) è che ANCHE L’8XMILLE DI CHI NON FIRMA VIENE ASSEGNATO, secondo le percentuali calcolate sui pochi che hanno espresso una scelta. Di fatto se non firmi finanzi il soggetto che ha la percentuale maggiore di firme: la chiesa cattolica.
Con questo “tucchetto” e le pubblicità martellanti la chiesa cattolica riesce ad accaparrarsi la stragrande parte dei fondi (1024.000.000 € nel solo anno 2011).
Negli ultimi anni, vari scandali nella chiesa, dallo Ior, ai preti pedofili ai vatileaks, oltre a dubbi leciti sulla gestione di questa enorme mole di soldi hanno ridotto il flusso di incassi. “Chiedilo a loro” è una campagna pubblicitaria che serve a rassicurare i contribuenti sull’uso dei capitali.
La campagna pubblicitaria mente. Solo il 21% dei fondi raccolti con l’8xmille servono per gli interventi caritatevoli, mentre gli interventi di assistenza sono resi possibili esclusivamente dal lavoro non salariato di milioni di volontari nel mondo. È spettacolare il contrasto tra le commuoventi immagini di solidarietà e la voce fuori campo che invece di parlare di solidarietà identifica il capitale come unico fautore del successo assistenza.
Wikipedia riporta (con relative fonti) la ripartizione dei fondi ottenuti con l’8xMille.

Esigenze di culto e pastorale 468 (41,8%)

  • alle diocesi (per culto e pastorale) 156 (13,9%)
  • edilizia di culto 190 (17,0%)
  • fondo per la catechesi e l’educazione cristiana 50 (4,5%)
  • tribunali ecclesiastici 12 (1,1%)
  • esigenze di rilievo nazionale 60 (5,3%)

Sostentamento del clero 361 (32,3%)

Interventi caritativi 235 (21,0%)

  • alle diocesi (per carità) 105 (9,4%)
  • Terzo Mondo 85 (7,6%)
  • Esigenze di rilievo nazionale 45 (4,0%)

Accantonamenti 55 (4,9%)

Nel 2008la Chiesacattolica ha speso 22 milioni di euro in pubblicità, pari al 2,33% dei fondi per quell’anno.

A finale, aspettando che lo Ior recepisca le direttive antiriciclaggio, che il Vaticano paghi l’IMU sugli edifici destinati ad un uso non esclusivamente ecclesiastico, che i professori di religione non guadagnino più degli altri, che gli istituti scolastici privati ricevano meno fondi dallo Stato, che la politica si liberi dalle ingerenze vaticane e che i medici obbiettori di coscienza impediscano il rispetto della legge104, inattesa di tutto questo, almeno firma per destinare l’8xMille ad un altro soggetto.

 

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Categorie:Economia, Società
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