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Archive for giugno 2012

L’8xMille: la chiesa ingrassa, “chiedilo a loro”

27 giugno 2012 Lascia un commento

La campagna pubblicitaria “chiedilo a loro” per l’8xMille alla chiesa cattolica è indicata dagli esperti come una delle serie di spot più efficaci prodotti negli ultimi anni.
Lo scopo della campagna è raccogliere capitali tramite le donazioni associate al pagamento dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche).
Per assegnare i fondi, si calcola l’importo totale delle entrate dovute all’IRPEF, e da questo importo totale si scorpora l’8xmille. Poi conta il numero totale di firme e le percentuali di queste firme attribuite ai vari enti; infine si ripartisce l’8xmille tra gli enti in base alle percentuali delle firme espresse. La cosa fantastica (non nota a molti e taciuta negli spot) è che ANCHE L’8XMILLE DI CHI NON FIRMA VIENE ASSEGNATO, secondo le percentuali calcolate sui pochi che hanno espresso una scelta. Di fatto se non firmi finanzi il soggetto che ha la percentuale maggiore di firme: la chiesa cattolica.
Con questo “tucchetto” e le pubblicità martellanti la chiesa cattolica riesce ad accaparrarsi la stragrande parte dei fondi (1024.000.000 € nel solo anno 2011).
Negli ultimi anni, vari scandali nella chiesa, dallo Ior, ai preti pedofili ai vatileaks, oltre a dubbi leciti sulla gestione di questa enorme mole di soldi hanno ridotto il flusso di incassi. “Chiedilo a loro” è una campagna pubblicitaria che serve a rassicurare i contribuenti sull’uso dei capitali.
La campagna pubblicitaria mente. Solo il 21% dei fondi raccolti con l’8xmille servono per gli interventi caritatevoli, mentre gli interventi di assistenza sono resi possibili esclusivamente dal lavoro non salariato di milioni di volontari nel mondo. È spettacolare il contrasto tra le commuoventi immagini di solidarietà e la voce fuori campo che invece di parlare di solidarietà identifica il capitale come unico fautore del successo assistenza.
Wikipedia riporta (con relative fonti) la ripartizione dei fondi ottenuti con l’8xMille.

Esigenze di culto e pastorale 468 (41,8%)

  • alle diocesi (per culto e pastorale) 156 (13,9%)
  • edilizia di culto 190 (17,0%)
  • fondo per la catechesi e l’educazione cristiana 50 (4,5%)
  • tribunali ecclesiastici 12 (1,1%)
  • esigenze di rilievo nazionale 60 (5,3%)

Sostentamento del clero 361 (32,3%)

Interventi caritativi 235 (21,0%)

  • alle diocesi (per carità) 105 (9,4%)
  • Terzo Mondo 85 (7,6%)
  • Esigenze di rilievo nazionale 45 (4,0%)

Accantonamenti 55 (4,9%)

Nel 2008la Chiesacattolica ha speso 22 milioni di euro in pubblicità, pari al 2,33% dei fondi per quell’anno.

A finale, aspettando che lo Ior recepisca le direttive antiriciclaggio, che il Vaticano paghi l’IMU sugli edifici destinati ad un uso non esclusivamente ecclesiastico, che i professori di religione non guadagnino più degli altri, che gli istituti scolastici privati ricevano meno fondi dallo Stato, che la politica si liberi dalle ingerenze vaticane e che i medici obbiettori di coscienza impediscano il rispetto della legge104, inattesa di tutto questo, almeno firma per destinare l’8xMille ad un altro soggetto.

 

Categorie:Economia, Società

Poliziotti assassini ancora in servizio

26 giugno 2012 Lascia un commento

“Se avesse saputo fare la madre non avrebbe allevato un cucciolo di maiale”. Il “cucciolo di maiale” sarebbe Federico Aldrovandi, un ragazzo di 18 anni ammazzato da quattro poliziotti ancora in servizio. Questa insulsa frase sott’intende che i quattro poliziotti assassini, avendo ammazzato un maiale, non sono dei pericolosi omicidi.
Questo ed altri commenti sono comparsi sulla pagina di un social network di “Prima Difesa Due”, una associazione che difende gratuitamente esponenti delle forze dell’ordine. Il livello dei commenti qualifica l’onestà intellettuale e l’altezza morale dell’associazione.
SuLa Repubblicasi legge che alla pagina Facebook di Prima Difesa risulta iscritta Valentina Vezzali, poliziotta (grande amica di Berlusconi) che sarà portabandiera alle Olimpiadi di Londra.
Per inciso: Valentina Vezzali non rappresenta neanche la parte peggiore di me. Un porta bandiera dovrebbe essere scelto con più criterio.
Un altro  brillante commento, riferito alla madre di Federico, l’ha scritto il poliziotto assassino Paolo Forlani: “Una falsa e ipocrita. Spero che i soldi che ha avuto ingiustamente dallo Stato possa non goderseli come vorrebbe”. Goderseli come vorrebbe? Ecco il valore che Forlani da alla vita. Un vero assassino, attualmente in servizio neppa Polizia di Stato. Che sono 2 milioni di euro a confronto della vita di un figlio?
In ogni caso un poliziotto E’ lo Stato, e se lo Stato è questo non possiamo far altro che lottare per qualcosa di meglio.

 

Rio+20, 350ppm e la crisi climatica

22 giugno 2012 Lascia un commento

“Quarantonove pagine di pie intenzioni. Di buoni propositi ambientali. Di desideri ecologisti. Ma niente target, niente soldi, niente strumenti operativi. E’ la bozza di accordo uscita da una settimana di lavoro preparatorio della conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile”. Così inizia un modesto articolo diLa Repubblicasulla conferenza di Rio+20 sul cambiamento climatico.
Tutte stronzate. L’unico dato scientifico che conta per preservare il pianeta dal cambiamento climatico è 350 ppm (parti per milione). Questo numero rappresenta la concentrazione di anidride carbonica chela Terrapuò sostenere.
Lo stato attuale vede una concentrazione di CO2 di 392 ppm in continuo aumento.
Mangiare cibi di stagione a km 0 e meno carne, non usare auto ed ascensori, non comprando cose inutili e non lasciare apparecchi elettrici in stand by, sono tutti modi per ridurre il nostro contributo all’aumento della concentrazione di CO2, ma se non cambia il paradigma di sviluppo, siamo destinati a distruggere il mondo.
Fin quando 350 ppm non sarà un obbiettivo chiaro e riconosciuto da tutti (dai governi all’uomo della strada) non faremo passi avanti per risolvere l’incombente crisi climatica. Visita 350.org

Un’altra condanna per fiat-Marchionne

21 giugno 2012 Lascia un commento

Provata l’ennesima cacata dello “zio d’america”; il Tribunale di Roma ha condannatola Fiatper aver discriminato 145 lavoratori della Fiom di Pomigliano. Gli operai iscritti al sindacato dovranno essere assunti nella fabbrica campana.
Non bisogna dimenticare che questa discriminazione è una ritorsione contro la fiom, rea di non aver voluto firmare gli accordi di Pomigliano. Questi accordi sono divenuti il “modello Pomigliano”:  riduzione dei diritti dei lavoratori, “barattati” con un finto piano industriale mai reso noto.
L’evidenza invece è che oltre al comportamento antisindacale, l’unica strategia di fiat-Marchionne è di tipo finanziario e non industriale. Far soldi coi soldi, a scapito del lavoro e la creazione di valore.

 

 

Lotta di Classe

14 giugno 2012 1 commento

La concentrazione della ricchezza nelle mani di una piccola oligarchia è uno dei fattori scatenanti della crisi economica. In Italia, un centinaio di famiglie siedono in tutti i consigli di amministrazione delle maggiori aziende quotate. I lavoratori percepiscono salari sempre più bassi corrispondono a premi per i top manager sempre maggiori. Privatizzazioni e liberalizzazioni sottraggono fette di mercato al servizio pubblico per regalarle ad aziende private. È bene ricordare che il profitto è il fine ultimo del privato.
In questo quadro di sconforto, il pezzo di merda Presidente del Consiglio ha avuto la brillante idea di dimettere altri pezzi del patrimonio pubblico. Questo determinerà un immediato impoverimento sociale ed un’ulteriore concentrazione della ricchezza.
Questa è vera lotta di classe, fatta dai ricchi contro tutto e tutti, mentre l’opinione pubblica è anestetizzata dall’antipolitica, dallo spred e da puttanate varie.

Solo una vera ridistribuzione della ricchezza ci farà uscire dalla crisi.
Solo riappropriandoci della lotta di classe potremo avere una società migliore.

4 giugno – piazza Tienanmen

4 giugno 2012 Lascia un commento

I media neanche vanno oltre il trafiletto di rito. Oggi si ricorda la protesta senza mai provare a ricordare i motivi che la innescarono.
La manifestazione è stata soprattutto un’immagine: l’esile studente che ferma una colonna di carri armati. Immagine fortissima, sognante, ispiratrice, epica; l’uomo che da solo ferma il mostro meccanico, braccio armato del sistema. La foto diventa il simbolo di lotta contro la tirannia comunista.
Purtroppo un messaggio mediatico così potente ha travolto i motivi della protesta.
Wang Hui, uno degli organizzatori delle manifestazioni, nel libro Nuovo Ordine Cinese spiega chiaramente che le proteste non erano contro il Partito Comunista, ma erano contro le riforme economiche di stampo liberista volute da Deng Xiaoping. O meglio, gli studenti si mobilitarono contro l’apertura della Cina al libero mercato senza una contemporanea riforma politica che desse al popolo un minimo di controllo democratico sul mercato. Tutto sconvolgentemente attuale. La repressione fu brutale. Tra i 7.000 e i 12.000 morti.
Gli studenti videro bene. Oggila Cinaè un gigante capitalista fondato sullo sfruttamento del lavoro di un popolo senza diritti civili, dominato da una super casta di burocrati – politici. Altro che comunismo.

2 giugno ed i nostri (veri) ragazzi

2 giugno 2012 1 commento

Negli ultimi anni una certa visione destrorsa del mondo ha cercato di attribuire ai militari italiani in missione l’appellativo: “i nostri ragazzi”. Soldati inviati (con gravi perdite) in teatri di guerra a difendere fumosi interessi nazionali, mai del tutto chiariti.
Poi, d’improvviso, il doppio terremoto in Emilia  ci ha portati ad una visione più consona della realtà: i nostri ragazzi (emiliani, marocchini, indiani, romeni o terroni) sono gli operai, che, giorno dopo giorno, costruiscono il Prodotto Interno Lordo italiano e giorno dopo giorno muoiono a lavoro.
Il PIL è considerato il più importante indicatore di ricchezza di un paese ed il lavoro è l’unico vero produttore di valore, quindi non si può negare che i veri difensori dell’interesse nazionale siano gli operai. Operai che muoiono nel doppio terremoto emiliano, sotto il crollo di capannoni malsicuri.
Operai, i nostri veri ragazzi.