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Archive for maggio 2012

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23 maggio 2012 Lascia un commento

Erano anni che una tornata elettorale non era così interessante.
Dopo anni di primato nell’impostare l’agenda politica italiana, oggi è evidente che Lega e Pdl non sono più in grado di orientare il dibattito. Alfano continua a parlare di “novità” e “moderati”. Ci permettiamo di dare un consiglio ad Angelino: “compariell, non esiste nulla di più estremo di un padre di famiglia precario, cassintegrato, sodato o disoccupato, e, per questo, non più in grado di provvedere ai propri figli. Non esiste nulla di più estremo di un pensionato che subisce un taglio alla pensione. Non esiste nulla di più estremo di un popolo senza prospettive. Ma dove cazzo la appoggi sta moderati.” Parimentila Lega.Laretorica dei duri e puri, contro “Roma ladrona, contro i migranti che ci rubano il lavoro, contro i terroni, marioli e mafiosi, è stata tradita dai vertici del partito che rubavano i rimborsi elettorali. Dei fallimenti politici parleremo un’altra volta.
Il Pd galleggia, come materia organica.  Ha detto bene Vendola: “una vittoria elettorale, non politica”. Del resto, anni passati a fare la corsa su Berlusconi non potevano non lasciare un vuoto. L’Idv vince con l’ennesimo uomo “forte”, ma anche qui non vedo contenuti a parte un becero giustizialismo.
I veri vincitori sono i 5 stelle. Presto capiremo se questa vittoria è meramente elettorale o politica. Levando immediatamente di mezzo il qualunquismo (molto pericoloso) di Grillo, molti contenuti dei 5 stelle sono molto validi. Bilancio partecipato, zero cemento, case passive, energie rinnovabili, no a gli inceneritori,  banda larga,  mobilità sostenibile, ripensare il modello di sviluppo, difesa dello Stato sociale e democrazia partecipata sono tutti temi estremamente validi. Se il dibattito politico si orientasse in questo senso ne beneficeremmo tutti. Molto di più di quanto non abbiamo beneficiato dai cie, respingimenti in mare, scudo fiscale, tagli a scuola, università e sanità, aumento dell’iva e finanziamento alla scuola privata.
Infine, i vari partiti comunisti italiani oggi hanno un’occasione unica. Il dissolversi dell’illusione propagandata dal neoliberismo ha interrotto il racconto, basato sulla finanza creativa, con cui le classi dominanti mondiali hanno soggiogato i popoli negli ultimi trent’anni. L’enorme astensionismo certifica che nessun partito ha prodotto un racconto nuovo. Questo racconto nuovo può e deve essere sviluppato a partire dai comunisti, che per definizione sono i militanti di quel movimento di liberazione di coloro che hanno come unico mezzo di sostentamento il salario derivante dalla vendita del proprio lavoro. Il cardine politico deve essere la redistribuzione (di ricchezza, risorse, cibo, acqua, energia, cultura) al fine di avere una società più equa e pulita.

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Ammorbidente?

21 maggio 2012 2 commenti

L’ammorbidente è uno di quei classici prodotti che servono solo ad inquinare e regalare soldi alle multinazionali. Quando si fa il bucato, poichè l’acqua è puttosto ricca di calcare, ne rimane una pellicola sui vestiti che indurisce le fibre. Inoltre l’effetto dei detersivi classici rende le fibre sgradevoli per la pelle. Gli ammorbidenti classici sono formati  da una molecola che addolcisce l’acqua e una serie di ingredienti di origine petrolchimica scarsamente o per nulla biodegradabili. Come fare? Semplicissimo, abbiamo due possibilità:

-aceto: basta versare dell’aceto bianco (100ml) nella vaschetta dell’ammorbidente. L’aceto addolcisce l’acqua e i panni restano più morbidi.

-acido citrico: ancora meglio, 100ml di soluzione di acido citrico al 15-20%. Economico, completamente biodegradabile, inodore e rende i panni più semplici da stirare.

Entrambi favoriscono l’eliminazione di residui dei detersivi, contribuendo a eliminare il loro potere allergenico.

 

 

 

Da evitare: shampoo e detergenti

15 maggio 2012 Lascia un commento

Il tensioattivo più comunemente usato nei detergenti in commercio è il sodium laureth sulfate. Il suffisso “-eth” indica che il tensioattivo è un derivato sintetico, quindi non biodegradabile (bollino giallo sul Biodizionario). Non è particolarmente aggressivo sulla pelle ma va comunque addolcito con un tensioattivo anfotero, una betaina o sodium cocoamphoacetate. Se nella lista degli ingredienti il tensioattivo anfotero è preceduto dal sale (sodium chloride), il detergente è troppo aggressivo oltre a non essere ecobio. Stesso discorso per sodium coceth, pareth e mireth sulfate. Attenzione alle sigle come sodium C12 pareth sulfate che sono derivati della paraffina quindi molto inquinanti.

Altro discorso per i tensioattivi come il sodium lauryl sulfate o ammonium lauryl sulfate che sono biodegradabili ma molto aggressivi sulla pelle e quindi comunque da evitare (da non confondere con il sodium lauroyl sulfate che invece è delicato e biodegradabile). Altri ingredienti da evitare sono i PEG (soprattutto se hanno un numero alto a fianco), l’EDTA e il triclosan.

Al-Nakba – e se noi fossimo loro?

15 maggio 2012 Lascia un commento

Quando ero bambino, la buonanima di mia nonna, classe 1924 ed un “diploma” di terza elementare, per “impararmi” come va il mondo, mi spesso ripeteva: “che faresti se tu fossi al posto suo?”
Il termine “al-Nakba”, arabo: ﺍﻟﻨﻜﺒـة‎, che significa “catastrofe” e si riferisce al 15 maggio 1948, giorno all’esodo delle popolazioni arabe della Palestina. La “catastrofe” colpì buona parte della popolazione araba residente in Palestina, espulsa dai confini dello Stato d’Israele, nato all’indomani della fine del mandato britannico, previsto dal Piano di partizione della Palestina contenuto nella risoluzione 181 sanzionato dall’ONU il 29 novembre 1947.
Nel 1951 gli arabi espulsi da Israele furono 711.000, mentre oggi si stima che i loro discendenti possano essere 4.250.000. Che faremmo noi se tu fossimo al posto loro?
Non è finita: nel febbraio 2010 il Parlamento israeliano ha varato una legge che proibisce di manifestare pubblicamente, in tutto Israele, lutto e dolore. per il 15 maggio.
Sembra paradossale che Israele voglia cancellare la memoria storica del popolo palestinese, quando si impegna (giustamente) a ricordare al mondo il genocidio degli ebrei. Di paradossale non c’è nulla. È pura strategia politica che alimenta la tesi di chi pensa che, per Israele, l’olocausto è stato ridotto ad un puro strumento di propaganda sionista.

Al-Nakba, le guerre arabo-israeliane e l’occupazione israeliana, tutt’ora in corso, sono tragedie dell’umanità, non meno importanti dell’olocausto. Il nostro dovere è non dimenticare la “catastrofe” ed impegnarci per garantire uno Stato al popolo palestinese.

 

Una nomina per stimolare l’escalation

12 maggio 2012 Lascia un commento

Vi siete mai domandati perché il terrorismo è endemico in Italia? Il sociologo Luigi Manconi nel bel libro terroristi italiani indica come primum movens del terrorismo della storia repubblicana la bomba di Piazza Fontana. Immediatamente dopo l’attentato lo Stato ha ampiamente dimostrato di non voler fare chiarezza sulla strage e non voler dare giustizia ad un’intera generazione di giovani che già metteva in discussione i canoni sociali (borghesi) dell’epoca. Questo comportamento dello Stato provocò per una fetta consistente del popolo italiano una rottura del patto sociale, che è sfociata in innumerevoli movimenti di insorgenza, lotta armata e terrorismo.
Ora come allora siamo in un momento di forte stress del patto sociale. Da anni numerosi governi di destra attuano politiche neoliberali poi sfociate nella attuale crisi economica. Un nuovo governo, ancora fondato su liberismo ed ideologie destrorse, invece di garantire giustizia sociale, pensa di uscire dalla crisi sottraendo risorse alla parte più debole della società.
Vi meraviglia un ritorno di fiamma di insorgenza, lotta armata e terrorismo?
In questo bel quadro di crescente instabilità e disagio sociale, la ministra dell’interno, lancia l’allarme di una possibile escalation degli episodi terroristici. Poi, per buttare benzina sul fuoco, il consiglio dei ministri, nomina il porco Gianni De Gennaro sottosegretario di Stato delegato per la sicurezza della Repubblica.
Una bella ricompensa per chi ha gestito il G8 di Genova da capo della polizia. Una bella e felice pagina di abusi, soprusi, violenza, tortura e uccisioni eseguiti sotto il comando del capo banda De Gennaro.
Come puòla Repubblicaaffidare la sua sicurezza ad uno sbirro condannato nel merito per induzione alla falsa testimonianza? Va detto che poila Cassazioneha assolto De Gennaro, ma in uno Stato così compromesso ci si può fidare di tali giudizi?

Editori di sé stessi attaccati dal mercato

11 maggio 2012 Lascia un commento

Per il giornale ilManifesto si avvicina la chiusura. Sono colpito, dispiaciuto ed incazzato.
Questo quotidiano (comunista) non è un giornale di partito. Gestito da un collettivo di giornalisti si trova a non avere una proprietà davvero distinta dalla redazione, con giornalisti che sono editori di sé stessi. Tutti i lavoratori sono soci della cooperativa, compresi i tecnici addetti alla stampa, e hanno lo stesso stipendio.

Voglio spiegare ai cazzoni come Grillo che professano la fine dei finanziamenti pubblici alla stampa che i giornali realmente colpiti da questi tagli sono le piccole realtà della gente che fa vera informazione. I giornali di partito o di proprietà di grandi gruppi industriali, cioè praticamente TUTTI i giornali italiani, avendo padroni forti, godono di un corposo gettito finanziario “fuori mano”, in cambio di una “consona” descrizione degli eventi. In più un giornale comunista non può, per sua natura, godere di cospicui introiti pubblicitari, sia per il rifiuto delle agenzie di comprare spazi sul quotidiano, sia per il rifiuto del quotidiano di vendere spazi pubblicitari ad agenzie che possano aver da ridire sulla linea editoriale.
Dopo i tagli all’editoria, questa cooperativa di giornalisti senza padrone, deve sopravvivere esclusivamente con gli incassi delle vendite del giornale. Qualcuno dirà: “è la dura legge del mercato”. Si, questo potrebbe essere vero se tutti i quotidiani fossero di proprietà di editori “puri”, e non organi di propaganda di gruppi socioeconomici organizzati.

Non so ancora cosa succederà, ma se ilManifesto dovesse chiudere, la poca informazione indipendente presente in Italia sarebbe ulteriormente ridimensionata. Tutto questo in nome di becera demagogia a sfondo neoliberista.