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Archive for aprile 2012

Rifiuto del Manzo Globale

29 aprile 2012 Lascia un commento

Uno dei pilastri della società dei consumi è rappresentato dall’industria della carne bovina. Alla fine dell’1800 i bisonti e gli indiani delle grandi pianure del midwest americano furono completamente spazzati via permettendo la colonizzazione dalle mandrie. L’alimentazione di queste vacche venne integrata con il surplus della produzione di mais. Questo, da un lato, rendeva la carne più grassa, quindi più gradita ai consumatori, aumentando le vendite, dall’altro ha fatto in modo che la produzione agricola venga sempre più utilizzata per ingrassare animali invece che nutrire persone.
Oggi un terzo di tutti i cereali prodotti al mondo sono destinati agli  animale da allevamento. Per produrre un chilo di carne di manzo all’ingrasso ci vogliono9 kgdi mangimi; di questi6 kgconsistono di “cereali e sottoprodotti, e tre di fibra”.
Inoltre; L’economista Frances Moore Lappè nota che: “l’acqua utilizzata per produrre5 kgdi carne bovina, equivale al consumo domestico complessivo della mia famiglia per un anno.”
Ciò significa che per garantire carne a buon mercato ai consumatori occidentali, l’industria della carne bovina affama i poveri del mondo “mangiando” risorse alimentari più che sufficienti a sfamare tutti.
Secondo David Pimentel, nel sistema dell’allevamento intensivo, “le proteine somministrate ai manzi ed a gli altri animali consistono per circa il 42% di foraggio e per il resto di cereali. I bovini hanno un’efficienza di conversione delle proteine alimentari solo del 6% ciò significa che un animale produce meno di50 kgdi proteine consumando più di790 kgdi proteine vegetali.”
Se tutto questo non bastasse, c’è la preoccupante questione dell’inquinamento.
Un manzo da allevamento produce ogni giorno20 kgdi sterco che inquina le falde acquifere. Ogni anno la popolazione mondiale di 1.300.000.000 bovini “emette” in atmosfera circa 60 milioni di tonnellate di metano (gas serra 25 volte più inquinante dell’anidride carbonica).
In più molti paesi emergenti e del terzo mondo hanno sviluppato programmi di disboscamento per creare pascoli per entrare nel lucroso business della carne. Questo ha già determinato forti fenomeni di erosione del suolo e di desertificazione.
Cancellare l’allevamento intensivo vuol dire liberare i bovini da un processo che li vede castrare, privare di corna, bloccare nelle funzioni riproduttive, sottoposti a dosi massicce di ormoni ed antibiotici, irrorare di insetticidi e sottoposte ad una morte brutale in un macello automatizzato.
L’allevamento intensivo è una industria che va distrutta senza appello, in quanto: affama l’umanità, distrugge la biosfera e tortura gli animali.

Da Evitare: formaldeide e sostanze sintetiche

24 aprile 2012 Lascia un commento

Anche se petrolati e siliconi sono la prima cosa da evitare quando si compra un prodotto, ci sono altre chicche da tenere ben presenti. Ad esempio tutte le sostanze, di solito usate come conservanti, che rilasciano formaldeide (altra sostanza cancerogena). Ne elenchiamo alcuni tra i più comuni: DMDM hydantoin, imidazolidinyl urea, diazolidinyl urea, formaldheyde, methylchloroisothiazolinone.

Altri ingredienti da evitare, di solito usati negli shampoo e nei saponi sono: DEA, MEA, TEA, MIPA molto aggressivi ed irritanti sulla pelle e il tetrasodium EDTA, generalmente usato per migliorare l’azione dei tensioattivi, che inquina moltissimo le acque. Ancora, PEG e PPG sempre usati per potenziare i tensioattivi e sempre inquinanti e irritanti.

Finisce qui? Purtroppo no…

Contro il liberismo, Contro le destre

22 aprile 2012 Lascia un commento

Da anni le destre transnazionali ci professano la morte delle ideologie, proponendo il pragmatismo del mercato (e della finanza) come principale cardine delle politiche degli Stati.
La recente profonda crisi economica ha dimostrato che questo pragmatismo in realtà nasconde una potente ideologia formata da ultraliberismo e populismo. Dopo un lungo periodo di dominio della politica e delle menti queste ideologie sono in crisi. Il loro fallimento si rispecchia nella attuale crisi sociale fatta di disoccupazione, precariato, impoverimento, smantellamento dello Stato sociale ed incuria, con soprasfruttamento delle risorse naturali ed umane.
Nella propaganda ventennale della destra populista una cosa è emersa chiaramente: i tanto demonizzati comunisti non hanno avuto niente a che fare con tutto ciò.
La cronaca politica ci parla di una riorganizzazione dei partiti che ci hanno gettato in questa situazione. Un’operazione di facciata per ripresentarsi come soggetti nuovi, ma inevitabilmente fondati su principi destrorsi di liberismo economico. Il pericolo è che qualcuno ci caschi.
Il nostro parere è che di fronte a tutto ciò indignarsi non basta. Pensiamo si debba compiere un operazione culturale contro il liberismo, riscoprendo i principi ispiratori dei movimenti che gli si oppongono. Vi ricordate cos’è il comunismo?

Il comunismo è il movimento di liberazione di coloro che hanno come unico mezzo di sostentamento il salario derivante dalla vendita del proprio lavoro.

 

Finanziamento privato e crisi dei partiti

18 aprile 2012 Lascia un commento

Qualche settimana fa ha fatto scalpore la pubblicazione dei dati istat sulle dichiarazione dei redditi: metà degli italiani guadagna meno di 15.000 euro all’anno. Anche se è appurato che molti evasori dichiarano il falso, si parla comunque percentuali di povertà notevoli. Inoltre nei dati della banca d’Italia si legge che le dieci persone più ricche posseggono una quantità di beni pari a quelle dei tre milioni di persone più povere. Tra parentesi tra queste dieci persone ci sono i quattro fratelli Benetton ed i coniugi Bertelli-Prada. Quindi il campo si restringe subito a sei famiglie.
Quando si parla di finanziamento privato dei partiti (cioè eliminando il finanziamento pubblico) non si possono tralasciare questi dati.
Questa enorme massa di persone, che dovremmo definire proletari, fa salti mortali per arrivare a fine mese. Come si può pensare che rinuncino anche solo ad un caffè per donare pochi spiccioli ad un’organizzazione lontana come un partito?
Parallelamente, come si può pensare che poche persone o famiglie, detentrici di fette rilevanti della ricchezza nazionale, non finanzino solo i partiti che difendono tali ricchezze o privilegi?
Negli Stati Uniti il finanziamento dei partiti è esclusivamente privato. Le grandi aziende americane spendono più in lobbing che in tasse, influenzando tutta la politica. Ciò fa scrivere a Chomsky in illusioni necessarie che il sistema americano è a partito unico, repubblicani e democratici sono solo due correnti.

La nostra idea è che il fallimento dei partiti personali sia derivato da una crisi strutturale delle politiche neoliberali. L’attacco al finanziamento pubblico è segretamente portato avanti da poteri forti che ne trarrebbero vantaggio. La crisi della politica può risolversi col ritorno dei partiti strutturati, che facciano ricerca, formazione e cultura, assumendo personale, istituendo borse di studio e finanziando dottorati di ricerca, investendo e ridistribuendo i finanziamenti nella società civile.

Da evitare: Petrolati & Siliconi

13 aprile 2012 1 commento

Forse tanti di voi non lo sanno, ma la maggior parte dei prodotti cosmetici che usiamo sono composti da petrolati e siliconi. La prima cosa da controllare quando compriamo una crema, uno shampoo, un burrocacao o qualsiasi altro prodotto che ci spalmiamo sulla pelle è che negli ingredienti non ci siano:
petrolatum, paraffinum liquidum, vaselina o mineral oil, che sono tutti derivati del petrolio. Oltre ad inquinare, spalmarsi il petrolio sulla pelle non è esattamente salutare perchè crea uno strato di cera e non permette alla pelle di respirare. Questo significa che la sensazione di “idratazione” è solo una bufala e che anzi la pelle viene rovinata. Ultima ciliegina sulla torta: sono cancerogeni. Altri ingredienti da evitare assolutamente sono i siliconi, che purtroppo sono veramente ovunque negli shampoo, balsami, creme viso, fondotinta insomma ovunque.  Come riconoscerli? Quasi tutte le cose che finiscono in -one, -thicone oppure -siloxane sono siliconi. Anche questi inquinano e fanno male alla nostra salute. Se iniziate a leggere l’INCI dei prodotti che usiamo vedrete che molti hanno petrolati e siliconi ai primi posti, cioè sono costituiti quasi esclusivamente da quello.
To be continued…

Speculazione e Fondi di Investimento

7 aprile 2012 Lascia un commento

“Come si è notato, a un certo punto dello sviluppo di un boom tutti gli aspetti della proprietà di un bene passano in second’ordine tranne la prospettiva di un rapido aumento del prezzo. Il reddito ricavato dal bene posseduto, il godimento derivante dal suo uso, persino il suo valore a lunga scadenza diventano questioni accademiche.”

John K. Galbraith (Il grande crollo)

razzismo & beni-comuni

4 aprile 2012 Lascia un commento

 

Due cose successe la settimana scorsa.

La prima è che è stato pubblicato il “Manifesto per un soggetto politico nuovo” scritto da un gruppo di intellettuali, molti dei quali attivi sul fronte dei beni-comuni. C’è Alberto Lucarelli, assessore ai beni-comuni a Napoli. Non compare il sindaco De Magistris, che però potrebbe entrare in scena in un secondo momento (come immagina Daniela Preziosi su Il Manifesto).
Le tematiche considerate sono attuali: la disaffezione dei partiti, la concentrazione del potere, la crisi della rappresentanza, i beni-comuni, il personale e il politico. Riusciranno a interpretare il disagio dei precari e le forze che si sono manifestate nei referendum dell’anno scorso, nelle battaglie sindacali della FIOM, nella lotta no-TAV?
Vedremo.

La seconda notizia è che è stato sgomberato il mercatino multietnico di via Bologna, una traversa di piazza Garibaldi a Napoli. E’ da mesi che il comune sta facendo una battaglia per “liberare” la piazza da quelle pericolosissime bancarelle, esempio di quella economia informale che tanto piace a Serge Latouche. Evidentemente quel mercatino di neri proprio non va giù a “grandi stazioni“, la mega-società che sta facendo un intervento di chirurgia estetica alle maggiori stazioni ferroviare a botta di maxischermi pubblicitari e privè per chi viaggia in alta-velocità (per quanto riguarda la chirurgia generale: alta velocità e soppressione dei treni regionali, diminuzione della manutenzione, e una strage ogni tanto).
Succede anche questo nella Napoli di De Magistris.

Qui bisogna capirsi sul significato di belle parole come democrazia partecipativa, beni-comuni, etc.. Cosa me importa che hai messo la fontanella con l’acqua gassata a piazza municipio se poi fai sgomberare i migranti per fare bella figura con “grandi stazioni”?