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Archive for marzo 2012

L’eterogenesi del PD

30 marzo 2012 Lascia un commento

 

Ospite da Fabio Fazio, Massimo D’Alema parla alla nazione.
(Ho dovuto trattenere il vomito per rivedere l’intervista su youtube e scrivere questo post. Apprezzatelo. 🙂 )

I primi minuti del suo intervento sono mero incitamento al terrorismo: quando un dirigente del PD, che sostiene il governo-tecnico-Monti, ti dice che obiettivo principale della manovra è rendere meno precaria la vita dei precari e che questo obiettivo è stato in buona parte raggiunto, egli in realtà ti sta suggerendo di andare a mettere le bombe.

Per non perdere troppi voti, e salvare la faccia (di bronzo), subito dopo arriva la critica pro-forma all’abolizione dell’art.18, che certo andava aggiornato e compagnia bella, ma Monti ha voluto fare di testa sua e questo non va bene. Si migliorerà in parlamento: caro D’Alema, ne riparleremo quando il PD toglierà l’appoggio al governo.

Ma è al minuto 8 e secondi 28 che il nostro ex-compagno, in un momento di lucidità che neanche il Kossiga arteriosclerotico dei tempi peggiori (o migliori), ci racconta la parabola discendente del PCI-PDS-DS-PD con progetti per il futuro. Il primo ex-comunista presidente del consiglio (non a caso grazie a Kossiga), quello della guerra in Kosovo e della mattanza di piazza municipio (Napoli, 17 marzo 2001) ci spiega con una tranquillità unica la dinamica che trasforma il più grande partito comunista d’europa prima in laburista, poi “riformista” (Ugo Mattei spiega molto bene il significato di questa parola), poi liberale-liberista, conservatore e infine reazionario (“piano piano” arriveremo anche a questo).

Roba che George Orwell ci restava secco.

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Propaganda del buon imprenditore

28 marzo 2012 Lascia un commento

Martedì (27/03) sera a Ballarò il deputato pdl Maurizio Lupi difendeva la “riforma” dell’art. 18 dicendo che gli imprenditori non sono mostri che non vedono l’ora di licenziare i propri dipendenti, che la contrapposizione padrone-operaio ripropone schemi novecenteschi di lotta di classe e che i dipendenti sono la vera ricchezza delle aziende in cui lavorano.
Una visione certamente efficace e romantica di un mondo in cui padroni ed operai, uniti, fanno la forza dell’impresa. Molto cinematografico, un po’ troppo naif e decisamente falso.
Mettiamo da parte le aziende con meno di 15 dipendenti, per cui la descrizione di Lupi è sufficientemente aderente alla realtà, ma a cui non si applica lo statuto dei lavoratori l’art 18 compreso.
Oggi le aziende, grandi e medie, spesso sono società per azioni, o di proprietà di aziende quotate in borsa. Il padrone non è l’imprenditore buono descritto da Lupi. Il padrone è un anonimo azionista residente in un’altra parte del mondo, o peggio sono fondi di investimento speculativi. Gli amministratori delegati ed i consigli di amministrazione hanno l’obbligo legale di massimizzare i profitti, anche a scapito dei lavoratori, dell’ambente e sempre più spesso delle istituzioni.
La vera lotta di classe è portata aventi da questo nuovo padronato (grandi azionisti e titolari di hedge funds) contro tutti noi.
La propaganda di Lupi, e del pdl, ha lo scopo di far apparire accettabile lo scambio di una parte dei diritti dei lavoratori per il bene dei bravi datori di lavoro che si riflette sul benessere dei lavoratori. Tutte cazzate. Senza il reintegro automatico dei licenziati senza giusta causa, i nuovi padroni potranno disporre a proprio piacimento della forza lavoro. Ciò ci renderà tutti più poveri.

 

Sapone di Marsiglia

28 marzo 2012 3 commenti

Avete mai pensato a quanti prodotti chimici abbiamo in casa? Un numero impressionante. Per ridurre il loro consumo ed il conseguente abuso di plastica che invade le nostre strade c’è un grande alleato, il sapone di marsiglia. Come?
Grattugiate 50 gr. di sapone di marsiglia, mettetelo in un pentolino insieme a due cucchiai di soda solvay ed 1 lt. d’acqua. Scioglietelo sul fuoco e lasciatelo raffreddare. Una volta raffreddato sarà una gelatina che costituirà la base per la preparazione di molti detersivi.

Detersivo semi-universale

Sciogliete 100-200 gr. della vostra base in acqua. Aggiungete un paio di cucchiai di bicarbonato e fate raffreddare. Quando è freddo frullate fino ad ottenere fino ad ottenere una consistenza tipo yogurt. Questo è il vostro detersivo semi universale. Come usarlo?

Piatti: aggiungere un cucchiaino di detersivo piatti normale (ecolabel è meglio) in circa 250 gr del nostro preparato. Il bicarbonato pensa a togliere gli odori.

Bucato: si può usare assoluto o con l’aggiunta di un pò di bicarbonato se necessario.

Superfici bagno e cucina: se volete una crema più consistente aggiungete il bicarbonato fino ad ottenere la consistenza desiderata. Il bicarbonato è un antisettico più che sufficiente per l’ordinaria pulizia.

La propaganda lo definiva “corridoio 5”

27 marzo 2012 Lascia un commento

Il governo di centrodestra del Portogallo ha “definitivamente abbandonato” l’alta velocità. Con questo abbandono finisce anche la propaganda sul corridoio ferroviario che avrebbe dovuto unire Lisbona e Kiev. In fondo l’idea che per andare da Torino a Lisbona (o a Kiev) si preferisca il treno invece del aereo è ridicola. Se poi proviamo ad immaginare una merce, ad esempio di produzione brasiliana, che per raggiungere Kiev venga sbarcata a Lisbona e scarrozzata in treno per l’Europa a300 km/h, si passa dal ridicolo all’insulso.
La rinuncia portoghese deve mettere in evidenza che le priorità degli Stati europei e dell’Europa stessa sono altre.
Il machismo infrastrutturale (più è grande, più è bello) è una stronzata propagandata dalle lobby della perforazione-cementificazione-urbanizzazione. Le infrastrutture che servono davvero ai popoli europei sono reti di mobilità sostenibile, internet a banda larga e smart grid.

 

averci il padrone

25 marzo 2012 Lascia un commento


E’ bello averci il padrone. Averci il padrone è rassicurante, è come restare sotto le coperte quando fuori piove. Magari il padrone lo cambi, perchè si sa il mondo cambia e compagnia bella, ma da uno che c’ha il padrone non ci sono sorprese, sai sempre cosa aspettarti. Un giorno il suo padrone manda i carri armati in Ungheria, e lui ti dice che era necessario per la pace nel mondo. Un altro giorno il suo (nuovo) padrone butta nel cesso lo stato sociale, che è roba vecchia, e lui ti dice che non c’è altra scelta, che dobbiamo tirare la catena e andar giù lungo la colonna fecale.

Sentenze

24 marzo 2012 Lascia un commento

Vi ricordate “Sentenza” (Lee Van Cleef)? Lo spietato ed infallibile killer  de “Il buono, il brutto, il cattivo”; si chiamava così proprio per l’impossibilità di sottrarsi alla sentenza espressa da un giudice. Purtroppo anche questa è oramai finzione cinematografica.
Gli operai, Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, delegati Fiom nello stabilimento Fiat di Melfi, dopo essere stati licenziati (senza giusta causa) hanno vinto il ricorso. Devono essere reintegrati.
Nella sentenza contro la FIAT si legge: “nulla più che misure adottate per liberarsi di sindacalisti che avevano assunto posizione di forte antagonismo, con conseguente immediato pregiudizio per l’azione e la libertà sindacale”.
Ciò nonostante FIAT, pur pagando gli stipendi, non reintegra ancora i tre operai.

Il tentativo di riforma dell’articolo 18, con l’eliminazione del reintegro da alcuni tipi di licenziamenti, va inserito il questo clima di insofferenza verso il qualunque tipo di regolamentazione, dalla difesa ambientale alla difesa dei diritti dei lavoratori. Tutto per il profitto.
Le sentenze tipo questa, contro l’arroganza di Marchionne, ormai vengono aggirate, ma è meglio eliminarle del tutto.

I licenziamenti facili servono al capitale

23 marzo 2012 Lascia un commento

“L’espansione improvvisa e a sbalzi della produzione è la premessa della sua improvvisa contrazione; questa suscita nuovamente la prima, ma la prima è impossibile senza un materiale umano disponibile, senza un aumento del numero degli operai indipendente dall’aumento assoluto della popolazione, e tale aumento è dato dal semplice processo che “libera” costantemente una parte degli operai, da metodi che riconducono il numero degli operai occupati in rapporto alla produzione accresciuta. L’intera forma di movimento dell’industria moderna nasce dunque e si sviluppa dalla costante conversione di una parte della popolazione operaia in braccia disoccupate o semi-occupate. La superficialità dell’economia politica si rivela, fra l’altro, nel suo erigere a causa dei periodi alterni del ciclo industriale quell’espansione e contrazione del credito che non ne è che il sintomo.”

Karl Marx, Il Capitale, Cap. XXIII, par. 3