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Il lavoro produce valore

Il lavoro oggi è considerato una merce come tutte le altre, ma nell’analisi che Marx fa del capitalismo si spiega chiaramente che questa visione è una strumentalizzazione dei capitani d’industria.. Non è così. La particolarità del lavoro è che è l’unica merce capace di creare valore.
Appare quindi chiaro che esportare il lavoro, come esigono le attuali dottrine liberiste, significa cedere ad altri la creazione di valore, impoverendo tutta la nostra società. Questo impoverimento viene mascherato dal fatto che le merci prodotte in paesi meno sviluppati costano meno; il consumatore è (falsamente) favorito dall’abbassamento dei prezzi. Ma la verità è che siamo solo più poveri.
Questo è il vicolo cieco in cui siamo e il ricco professor Monti gran sacerdote del tempio del liberismo italiano (la Bocconi) non potrà fare nulla a riguardo.

Di seguito riportiamo un elenco (dal Fatto Quotidiano) di aziende che hanno spostato la produzione all’estero.

FIAT: stabilimenti aperti in Polonia, Serbia, Russia, Brasile, Argentina. Circa 20. 000 posti di lavoro persi, dai 49. 350 occupati nel 2000 si arriva ai 31. 200 del 2009 (fonte: L’Espresso).
DAINESE: due stabilimenti in Tunisia, circa 500 addetti; produzione quasi del tutto cessata in Italia, tranne qualche centinaio di capi.
GEOX: stabilimenti in Brasile, Cina e Vietnam; su circa 30. 000 lavoratori solo 2. 000 sono italiani.
BIALETTI: fabbrica in Cina; rimane il marchio dell’ “omino”, ma i lavoratori di Omegna perdono il lavoro.
OMSA: stabilimento in Serbia; cassa integrazione per 320 lavoratrici italiane.
ROSSIGNOL: stabilimento in Romania, dove insiste la gran parte della produzione; 108 esuberi a Montebelluna.
DUCATI ENERGIA: stabilimenti in India e Croazia.
BENETTON: stabilimenti in Croazia.
CALZEDONIA: stabilimenti in Bulgaria.
STEFANEL: stabilimenti in Croazia.
TELECOM ITALIA: call center in Albania, Tunisia, Romania, Turchia, per un totale di circa 600 lavoratori, mentre in Italia sono stati dichiarati negli ultimi tre anni oltre 9. 000 esuberi di personale.
WIND: call center in Romania e Albania tramite aziende in outsourcing, per un totale di circa 300 lavoratori. H 3 G: call center in Albania, Romania e Tunisia tramite aziende in outsourcing, per un totale di circa 400 lavoratori impiegati.
VODAFONE: call center in Romania tramite aziende di outsourcing, per un totale di circa 300 lavoratori impiegati.
SKY ITALIA: call center in Albania tramite aziende di outsourcing, per un totale di circa 250 lavoratori impiegati. Nell’ultimo anno sono stati circa 5. 000 i posti di lavoro perduti solamente nei call center che operano nel settore delle telecomunicazioni, tra licenziamenti e cassa integrazione.

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  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. 4 marzo 2012 alle 11:16

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