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Identità perdute

“Come ci hanno insegnato Freud e Heidegger, il senso di spaesamento del nostro tempo è stato generato dalla trasformazione degli spazi e dei tempi su cui era fondata la società. Le naturali conseguenze sono state un profondo senso di smarrimento, sfociato nella perdita di identità e di appartenenza. Il secolo scorso con le due guerre mondiali, il genocidio degli ebrei, la durezza dei totalitarismi, la caduta delle ideologie hanno eroso l’uomo fino a creare profondi vuoti da colmare. Anche la scienza e i suoi criteri razionalistici non hanno saputo fornire risposte adeguate e non si sono evolute in modalità di ricerca nuove in grado di risvegliare lo stupore e il desiderio di conoscenza. Ne è derivato un profondo senso di insicurezza che ha intaccato anche la ragione e il pensiero. A tutto questo si somma la trasformazione della comunicazione attraverso i media, che ha iniettato nel tessuto sociale, specie grazie alla televisione, il virus della frammentazione delle relazioni umane e degli spazi sociali. Il senso di vuoto e di crisi di identità si è fatta strada anche tra le mura domestiche, ed è riuscita a minare il gruppo sociale considerato fino ad allora più solido. E per riempire il vuoto, da cui scaturiscono solitudine e identità perduta, l’uomo deve soddisfare il suo bisogno di appartenenza.”

Luigi Cortesi

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