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Archive for gennaio 2012

L’uomo (lavoratore povero) secondo il padre del capitalismo

31 gennaio 2012 Lascia un commento

“L’intelligenza della maggior parte degli uomini è necessariamente formata dal loro ordinario impegno. L’uomo di cui l’intera vita è spesa nel compiere un piccolo numero di operazioni semplici …non ha occasione di esercitare la propria intelligenza… e in generale diventa stupido ed ignorante come a creatura umana è possibili”. E, descritta l’ottusità dell’operaio parziale, prosegue: “La uniformità della sua vita stazionaria corrompe naturalmente il coraggio del suo animo… e perfino del suo corpo, e lo rende incapace di esercitare la propria forza con vigore e perseveranza in qualunque altro impiego che non sia quello al quale è stato educato. In tal modo la sua destrezza in quella particolare bisogna sembra acquistata a spese delle sue virtù intellettuali, sociali e marziali. Ma, in ogni società civile ed evoluta, è in questo stato che il lavoratore povero (the labouring poor), cioè la grande massa del popolo, deve necessariamente cadere”.

Adam Smith

Democrazia portami via

29 gennaio 2012 Lascia un commento

Venerdì 27 si è riunito l’ennesimo gruppo di lavoro sulle future regole dell’Eurozona. Una brillante proposta tedesca afferma che la Grecia dovrebbe cedere gran parte della propria capacità decisionale su spesa pubblica e tasse a un commissario nominato dai ministri finanziari degli altri Paesi europei. In futuro il commissariamento si applicherebbe a tutti quei Paesi che si dimostrino incapaci di mettere in atto i programmi di bilancio e falliscano gli obiettivi concordati con l’Europa.
Ma stiamo scherzando?
Negli ultimi anni la democrazia già vive una grossa crisi dovuta al fallimento del sistema di rappresentanza ed allo strapotere del Dio mercato non più arginato dalla politica.
La proposta tedesca con arroganza tutta cristiano-democratica (o democristiana) vuole accelerare il processo antidemocratico in difesa delle banche detentrici dei titoli di stato greci.
La Merkel parla di Grecia come fosse un’entità astratta, di tipo finanziario, quando invece la Grecia è il popolo greco. Queste milioni di persone che hanno già perso quasi tutto, per il Governo tedesco devono perdere anche il diritto di scegliere chi si occuperà della loro spesa pubblica.
Vi ricordate quello stronzo di Kissinger (Segretario di Stato americano) sull’elezione di Allende in Cile? Disse: “La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli.”. per la cronaca qualche anno dopola CIAorganizzò il golpe cileno dell’11 settembre ’73. Allende fu ammazzato.
La differenza tra Kissinger e Merkel è chi il primo parlava di un generico interesse nazionale americano nell’ottica della guerra fredda. La seconda invece maschera deliberatamente gli interessi delle banche tedesche come fossero quelli del popolo tedesco, in uno scenario di guerra economica creato ad hoc dalle suddette banche.

Twitter si piega alla censura. La rete si indigna! Io rido.

28 gennaio 2012 Lascia un commento

Per quanto potente e determinante nelle rivolte arabe, twitter è essenzialmente un asset aziendale di una corporation americana. È una “macchinetta” per fare soldi. Le news, le informazioni, anche personali, pettegolezzi o storie inventate sono comunque merci e twitter ne gestisce il traffico.
Le politiche aziendali della Obvious Corp (proprietaria di twitter) hanno il solo scopo di massimizzare i profitti dei propri azionisti.
L’obiettivo industriale è raggiungere un miliardo di iscritti, e ciò può essere ottenuto solo entrando in Cina. Questa è la base per lo sviluppo della nuova tecnologia in grado di censurare i messaggi paese per paese, se ci sarà una richiesta in questo senso da parte delle autorità locali.
La spietata conferma traspare nel comunicato della corporation di San Francisco: “Man mano che cresciamo a livello internazionale, andiamo in paesi con differenti posizioni in materia di libertà di espressione”.
Questo è twitter e questo è il capitalismo; i profitti economici prevalgono su tutto e tutti.
Mi dispiace per chi ci aveva creduto.

Sovversivi

27 gennaio 2012 Lascia un commento

“..sarà l’iniziativa politica dei sovversivi, nel presente come nel passato, che travolgerà le inettitudini e gli interessi particolari delle classi dominanti.”

Antonio Gramsci

Maroni e gli sprechi della repressione

22 gennaio 2012 Lascia un commento

Nel solo 2010 ci sono stati 84.598 arresti, di cui 26.096 per droga. Il problema della legalizzare le “droghe leggere” è solo politico. legalizzare ridurrebbe il potere di quei politici che “si fanno belli” con la repressione. Leggendo il secondo Libro Bianco sulle droghe si capisce come Maroni, Ministro degli Interni, ha gestito la “lotta” alla droga.
“Osservando il rapporto fra la quantità dei sequestri di sostanze stupefacenti (in diminuzione), le operazioni di polizia (-5,15%) e le segnalazioni all’autorità giudiziaria che aumentano del 7,12%, fino a raggiungere il !record di 39.053  persone denunciate Il calo del volume delle sostanze sequestrate a fronte del boom dei segnalati significa che si preferisce perseguire piccoli spacciatori e/o semplici consumatori trovati in possesso di quantità di sostanza superiore alla “dose massima” stabilita dai decreti ministeriali e perciò stesso presunti spacciatori.”
Questo mi riporta alla mente Nixon, che per colpire i suoi contestatori (i vari movimenti hippy) criminalizzò la marijuana, etichettando i manifestanti come “capelloni drogati”. Oggi i dati sulle operazioni di polizia contro i consumatori a mio giudizio sono parte della strategia analoga a quella di Nixon, orchestrata dalla Lega (appunto da Maroni) contro gli extracomunitari.
“Il grosso dell’attività poliziesca è contro la canapa. Le operazioni contro i soli derivati della cannabis sono state 10.129, le denunce per hashish 8.102 (-12.51%), 6.556 per marijuana (+122,16%), 1.372 per!piante di cannabis con un aumento!del 15%. Il totale raggiunge la ragguardevole cifra di 16.030 persone: più del 40% dei segnalati sono per canapa.

Quanto ci costa tutto ciò? Sono anche questi gli sprechi della casta.
Annulliamo i costi della repressione poliziesca, i costi ed i tempi della giustizia, e ridiamo dignità alle carceri. Permetteteci di contribuire a tutto ciò pagando le tasse su una merce come tutte le altre che in Europa decine di milioni di persone consumano.

Naufraghi sotto (la) Costa

19 gennaio 2012 Lascia un commento

Chissà se ciò che è successo al Giglio aiuterà il nostro “bel” Paese a capire quanto possa essere duro ed infame il mare. Nero, buio, freddo e, seppur calmo, sempre pronto a risucchiarti al primo sbaglio.
Il terrore dei sopravvissuti che rimbalza in tv crea immediata solidarietà, il mito del gigante abbattuto ci colpisce nel profondo, ma la fermezza delle “eroe” comandante De Falco nella drammatica telefonata durante i concitati soccorsi, ci dà il chiaro messaggio che “a casa” c’è chi pensa a noi.  Non saremo mai abbandonati.
Ma non è sempre così. Nel buio e nel freddo del mare ogni anno in Italia muoiono migliaia di persone nel silenzio generale. Nel loro caso il bravo comandante De Falco ha l’ordine di non fargli toccare terra. Li chiamano respingimenti in mare. Servono a fare politica a qualche povero stronzo incapace di intuire l’immensità del mare. Bene, lote, ora sapete cos’è il mare.

 

Liberalizzazioni

11 gennaio 2012 Lascia un commento

La liberalizzazione (economica) è un processo legislativo che permette a soggetti privati di trarre profitto dalla vendita di servizi precedentemente gestiti da monopoli statali.
Da anni le varie dottrine economiche sostenitrici del libero mercato sostengono che la gestione statale dei servizi sia un inutile spreco di soldi. Molti governi hanno investito ingenti risorse in campagne medianiche studiate per propagandare l’idea che la gestione privata è più efficiente. È falso, la gestione inefficiente dello Stato va combattuta con buone politiche, non permettendo a qualcuno di lucrare su servizi fondamentali per la in uno stato moderno. Tra parentesi Joel Bakan, nel libro The Corporation (da cui è tratto l’omonimo documentario), spiega egregiamente come l’unico scopo delle aziende sia massimizzare i profitti, e non il fine sociale del servizio venduto. La presunta efficienza del privato viene dal fatto che i bilanci aziendali non tengono conto dei costi scaricati su altri soggetti (esternalizzazione dei costi).
Un secondo caso di liberalizzazione (economica) invece prevede di deregolamentare un settore già affidato alla gestione di privati. Lo scopo di questa azione è favorire la concorrenza che dovrebbe abbassare i prezzi. In vero con le assicurazioni auto è successo tutt’altro. È bene sottolineare che in questo caso liberalizzare significa favorire l’ingresso nel mercato di grandi gruppi multinazionali.

In ogni caso, indipendentemente da come la si pensi le liberalizzazioni che il Governo italiano si appresta a varare non serviranno a migliorare la situazione economica del Paese, in quanto agiscono sull’offerta e non sulla domanda. Da anni si batte questa strada. Concorrenza, competitività, flessibilità, sgravi fiscali per le aziende, riduzioni dei diritti dei lavoratori, deregolamentazione, esternalizzazioni, sono tutte pratiche che hanno lo scopo di ridurre i costi di produzione di beni e servizi, (almeno nelle intenzioni ufficiali) per poter vendere questi prodotti a prezzi minori.
L’unica soluzione per uscire dalla crisi è sviluppare politiche che favoriscano la domanda, dando la possibilità alle persone di guadagnare abbastanza per poter soddisfare i propri bisogni.