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Archive for dicembre 2011

Tira la catena

29 dicembre 2011 Lascia un commento

“Tira la catena e sciacquati il cervello”

Marine “Animal”, Full Metal Jacket

Guttuso e l’egemonia culturale (di destra)

28 dicembre 2011 Lascia un commento

La destra neoliberista dimostra di aver appreso pienamente la lezione di Gramsci. L’egemonia culturale è un concetto che descrive il dominio culturale di un gruppo o di una classe che «sia in grado di imporre ad altri gruppi, attraverso pratiche quotidiane e credenze condivise, i propri punti di vista fino alla loro interiorizzazione, creando i presupposti per un complesso sistema di controllo».
Questa pratica avviene da anni, camuffando insulse idee neoliberiste da comune buonsenso. Un classico è: “nella vita si devono accettare dei compromessi”. Una banalità evidente. Ogni essere umano che vive in una società accetta compromessi continui. Contemporaneamente è incredibile l’effetto comunicativo. Chi si pronuncia esplicitamente per i compromessi viene etichettato come “moderato”, anche se in vero è tutt’altro.
È con queste tecniche che si è prodotta la deregulation dell’economia, alla base di questa crisi.

Arriviamo alle note dolenti (come se quanto detto fin ora fossero cose belle)… il 26 dicembre 2011 ricorreva il centenario della nascita del grande pittore Renato Guttuso. Pur essendo riconosciuto come uno dei geni della pittura italiana, nonché del panorama artistico del ‘900, Guttuso aveva un problema: era comunista.
TUTTI i Tg ed i quotidiani, totalmente succubi dell’egemonia culturale della destra, non hanno dato la notizia del prestigioso anniversario, appoggiando di fatto l’attacco alla cultura.

Comanda il denaro

19 dicembre 2011 2 commenti

Tutti noi capiamo più o meno consciamente la doppia natura del denaro. Da un lato i soldi facilitano enormemente le transazioni commerciali, grazie all’atto di fede che alla presentazione di una banconota  verrà corrisposto il relativo controvalore in merce. Dall’altro lato il fatto che il denaro sia assolutamente indispensabile per il commercio attribuisce una funzione di controllo del capitale.
Il grande regista Stanley Kubrik definiva il film Spartacus (capolavoro cinematografico degli anni ’60) il suo unico lavoro da impiegato. Questo perché contrariamente a tutti gli altri suoi film Kubrik non ne era il produttore, quindi non ne aveva il controllo.
In qualsiasi campo si prenda in esame chi finanzia una data attività ha l’ultima parola su di essa.
Questo ci porta all’istituzione economica che gestisce la circolazione del capitale: la banca.
Le banche finanziando chi “gli piace di più” determinano la strada dello “sviluppo” economico. Il punto è che le banche sono istituzioni private. Ciò significa che il fine ultimo della loro attività di controllo dei capitali è il profitto dei propri azionisti.
Quindi da un lato impongono le loro scelte a tutta l’economia, dall’altro tutelano esclusivamente i propri interessi.
Questa è la base delle ripetute crisi economico-finanziarie che viviamo ciclicamente.
La soluzione evidente a questo conflitto è la nazionalizzazione delle banche. Ciò sottrarrebbe il controllo dell’economia a chi bada solo ai cazzi suoi, riaffidando allo Stato la funzione di indirizzo dello sviluppo del paese.

Se la civiltà deve sopravvivere

17 dicembre 2011 Lascia un commento

“Il bisogno di adattare la vita umana simultaneamente alla capacità di riproduzione dei sistemi biologici della Terra e ai limiti delle risorse rinnovabili richiederà una nuova etica sociale. L’essenza di questa nuova etica è l’adeguamento: l’adeguamento del numero delle aspirazioni degli esseri umani alle risorse e alle capacità della Terra. Questa nuova etica deve soprattutto arrestare il deterioramento del rapporto dell’uomo con la natura. Se la civiltà, quale la conosciamo oggi,  deve sopravvivere, quest’etica deve sostituire la dominante etica della crescita.”

Lester Brown

In medio stat virus

16 dicembre 2011 Lascia un commento

Il mito della classe media sta definitivamente morendo.
Le statistiche ci dicono che la metà più povera degli italiani possiede appena il 10% della ricchezza del paese. Il 10% più ricco possiede il 45% della ricchezza. Una vera e propria piramide.
La creazione della classe media è stata un’operazione volta alla creazione di un mercato di acquirenti che da proletari diventano consumatori.
Questa brillante idea risponde a due esigenze delle elite dominanti. La prima, di natura economica, è supportare la crescente produzione industriale, stimolando i consumi “di massa” di prodotti sempre più economici. Ciò è ottenuto dando un minimo di potere d’acquisto ad una fetta della società più ampia della classica borghesia. Questo ci porta alla seconda risposta, che è di tipo politico: l’emancipazione economica fa perdere al proletariato la propria identità ed i propri obiettivi. “Un cane con l’osso in bocca, non solo non morde, ma non abbaia neanche”. Il proletariato viene racchiuso nel contenitore del ceto medio insieme ai negozianti, piccoli imprenditori e padroncini. A questa “massa” di persone viene propinato il sogno che il benessere è ottenuto tramite il consumo, con la famigerata libertà di scelta, pilastro del libero mercato.
Tutto questo sta finendo. L’ascensore sociale (altra illusione propagandistica) è bloccato da tempo, i diritti dei lavoratori si assottigliano e la redistribuzione del reddito è un concetto dimenticato.
Oggi sempre più gente appartenente alla ex classe media avverte la necessità di ripensare la gerarchia dei valori che regolano l’organizzazione della società.
Il nostro auspicio è che coloro che hanno come unico mezzo di sostentamento il salario derivante dalla vendita del proprio lavoro riprendano coscienza di sé.

 

 

Liberalizzazione dei servizi locali

15 dicembre 2011 Lascia un commento

“Il modello di corporation sancito da centinaia di diritti societari in tutto il mondo è sostanzialmente identico… chi guida una corporation ha un dovere legale verso gli azionisti, e questo dovere consiste nel realizzare profitti. Venir meno a questo dovere, per amministratori e dirigenti, può significare essere citati in giudizio dagli azionisti. [la legge]consacra la corporation al perseguimento dei propri interessi (e identifica l’interesse della corporation con quello dei propri azionisti). Nessuna menzione è fatta delle responsabilità verso l’interesse pubblico… La legge pertanto considera le preoccupazioni etiche e sociali come irrilevanti, o come ostacoli al mandato fondamentale della corporation.”

Robert Hinkley, “How Corporate Law Inhibits Social Responsability”

L’assassino di casa pound

14 dicembre 2011 Lascia un commento

Ieri il fascismo è tornato ad uccidere, in Italia stavolta. L’assassino apparteneva a casa pound. Non era un ragazzino invasato ed ignorante, ma un cinquantenne lucido e determinato. Su alcuni siti di destra è già stato definito “eroe”, ed è così. Il killer di casa pound ha attuato materialmente ciò che dietro la facciata dell’associazionismo questi sporchi fascisti figli di troia professano: razzismo, xenofobia, odio e violenza. Le vittime sono tutti cittadini senegalesi.
Il comunicato seguito agli omicidi questa associazione a delinquere ci tiene a sottolineare che “se è avvenuta [la strage] vogliamo ricordare che è anche perché questo Stato non è in grado di fornire alcuna protezione e assistenza ai suoi figli più deboli”.  Cioè l’omicida armato di una 357 magnum è il “figlio più debole dell’Italia”… Se non fossi schifato a morte ci riderei su. Ci tengo a sottolineare che dalla ricostruzione degli eventi il raptus di follia è una tesi da escludere. In mattinata c’è stato il primo raid, in pomeriggio un secondo in due zone distinte e lontane di Firenze. Questo denota freddezza, lucidità e premeditazione. In più pare che dopo le prime uccisioni l’assassino di casa pound si sia limitato a mostrare la pistola a chi voleva fermarlo. Non un pazzo, ma uno sporco fascista figlio di troia.
Mentre i partiti di destra, fino a pochi giorni fa al governo saturano la stampa di cazzate, come il pericolo comunista o le invasioni di extracomunitari, i movimenti neo fascisti come casa pound alzano il tiro.
Basta. Espelliamo casa pound dalla società.

P. s. ma lo sapete che questi pezzi di merda hanno pure il 5×1000?