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Storie violente, Leggi violente

Questo blog aderisce all’appello di migranda.org:  “Una storia, molte violenze”
Quando la ragazza senegalese  ha chiamato i carabinieri per denunciare di essere stata derubata, stuprata e ferita alla gola dal suo ex compagno, l’hanno rinchiusa al Cie.
Adama non aveva le carte in regola.

Con questa schifosa storia si celebra la giornata contro la violenza sulle donne.
A dire il vero noi non crediamo a questo tipo di celebrazione. È durante tutto l’anno che ci si deve battere per difendere e rispettare le donne e più in generale i più deboli.
Ciò che non possiamo far a meno di notare è che le politiche sulla sicurezza dei Governi di destra hanno fallito su tutta la linea. Queste politiche populiste che indicando gli extracomunitari come stupratori ed aguzzini hanno sfruttato la violenza sulle donne per criminalizzare gli immigrati. Tutto falso. In Italia ogni anno ci sono 100 omicidi di mogli, fidanzate ed ex compagne. Omicidi nati in casa, covati nel rancore e nell’incapacità di gestire un rapporto tra pari.
Il reato di clandestinità fa delle donne migranti come Adama e migliaia di altre senza nome, soggetti ancor più deboli e privi di ogni forma di tutela legale.
Se si vuole realmente agire per tutelare le donne si deve produrre una buona legge sul modello spagnolo e soprattutto rifiutare completamente la cultura machista di stampo destrorso.

 

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