Un brutto racconto del 15

“In ogni uomo buono c’è un lato cattivo ed in ogni uomo cattivo c’è un lato buono.”

Chi parla di movimento (in realtà è un’insieme di movimenti), di infiltrati e di infiltrazioni di violenti, di “noi e loro”, di leggi speciali, campi di addestramento e servizio d’ordine, legge volutamente (o per ignoranza) questi eventi come se si parlasse degli anni ’70.

Queste persone sbagliano. Il mondo, le persone e la società sono molto diversi da quelli degli anni ’70. lo sono anche la politica, i media ed i movimenti.

Il parallelo da fare è con la bocciatura del rendiconto del bilancio da parte della Camera. Cioè un ramo del parlamento non ha confermato il rendiconto su come lo Stato ha speso i nostri soldi. Una cosa di una gravità sconvolgente, altro che una camionetta e qualche auto bruciate… Questa cosa è stata etichettata come “l’incidente parlamentare”.

Tutto apposto, uno dei fondamenti economici dello Stato vacilla, ma il Governo si auto assolve.
Parallelamente, una microscopica frangia di manifestanti crea disordini e subito viene montato un movimento d’opinione per oscurare i temi proposti dalle centinaia di migliaia di persone in piazza.
Non è stata “guerriglia urbana”, è stato un incidente con cui i movimenti dovranno fare i conti.
Non bisogna permettere ai professionisti della propaganda e della disinformazione di svuotare di significati e contenuti i messaggi dei numerosi movimenti intervenuti.

2 pensieri riguardo “Un brutto racconto del 15

  1. “Chi è disposto a scendere in strada solo se le cose sono ordinate e non c’è pericolo di marciare insieme a dei violenti, nei prossimi dieci anni farà meglio a restarsene a casa. Ma non speri di stare meglio, rimanendo a casa, perché lo verranno a prendere.
    Non i poliziotti né i fascisti. Ma la miseria, la disoccupazione e la depressione.
    E magari anche gli ufficiali giudiziari.
    …Dunque è meglio prepararsi all’imprevedibile.
    E’ meglio sapere che la violenza infinita del capitalismo finanziario nella sua fase agonica produce psicopatia, e anche razzismo, fascismo, autolesionismo e suicidio. Non vi piace lo spettacolo? Peccato, perché non si può cambiare canale.” (Franco Berardi “Bifo”)

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